Il Tirreno

Grosseto

Anche Scotto scende in campo «Adesso c’è bisogno di noi»

Andrea Capitani
Anche Scotto scende in campo «Adesso c’è bisogno di noi»

Il consigliere punta a ricandidare la propria lista per il governo del promontorio  È il terzo soggetto oltre a Cerulli e Schiano. «Svilupperemo economia e turismo» 

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Il clima politico rovente, nonostante manchino oltre 3 anni alle elezioni, non lascia indifferente uno dei grandi sconfitti all’ultima tornata del 2018. Luigi Scotto con la sua squadra non aveva raccolto i risultati sperati e ora siede sui banchi dell’opposizione in solitaria. Ma non si perde d’animo e sta già lavorando in vista di una futura ricandidatura della sua lista Argentario: il Progetto.

Alcuni sono già usciti allo scoperto. Lei cosa fa, si ripresenta nel 2023?

«Assolutamente sì. Argentario: il Progetto si ricandida, stiamo prendendo sempre più forza con tante persone nuove nel gruppo. Non è certo che sarò io il candidato sindaco: è una probabilità, ma tutto è in movimento. La squadra cresce, abbiamo fatto nuove riunioni e siamo in attività. Pensiamo a una nostra lista ancora più forte. A tre anni e mezzo dalle elezioni però è presto per parlare di alleanze. Noi non ci collochiamo né a centrodestra né a centrosinistra: il nostro programma è di aumentare il benessere e il lavoro degli argentarini».

Da dove ripartirà per entrare in maggioranza?

«La volta scorsa la lista era oggettivamente debole perché è stata fatta in soli 3 mesi. Fino a gennaio pensavamo a un nome diverso, ma alla fine mi sono candidato io e solo a quel punto ho fatto la lista, tutto con molta fretta. Il programma è quello, ma la lista stavolta abbiamo più tempo per crearla, stanno entrando diverse persone e alle riunioni c’è sempre più gente nuova. Ci vogliono i tempi giusti, in più ci scontravamo con due giganti, l’amministrazione uscente da 10 anni e gli altri che avevano amministrato 30 anni prima, quindi ci hanno schiacciato. Il risultato finale ci ha penalizzato anche per via del voto utile. Stavolta sarà tutto diverso, i candidati saranno più forti e ci faremo conoscere meglio».

Come vede l’attuale situazione politica?

«Arturo Cerulli pensa giustamente di ricandidarsi e altrettanto lecitamente Priscilla Schiano si vuole ripresentare. È una cosa interna loro, sulla quale non metto bocca, ma hanno tutti e due il diritto di candidarsi secondo me. Per quanto riguarda Borghini, il primo anno e mezzo di attività amministrativa non è stato esaltante. Lui per dimostrarci di essere un buon sindaco ha ancora 3 anni e mezzo. Come argentarino auspico che faccia miracoli, ma come politico devo registrare che non è stata l’amministrazione della svolta, è tutto molto fermo. La sua azione amministrativa non è certo esaltante».

Su cosa dovrebbe puntare l’Argentario?

«Abbiamo a cuore i turismi dell’Argentario, l’economia e il benessere generale, ci muoveremo per raggiungere questo scopo. Come? Sviluppandoli uno per uno. Ogni turismo va curato in modo da mettere al massimo il suo potenziale. Il turismo va saputo fare e questa è la grande forza nostra. Mi dicono che siamo i più competenti su questo argomento: non sono solo chiacchiere, sappiamo cosa fare. Penso che né i primi due anni di questo mandato né i decenni precedenti hanno fatto diventare l’Argentario ciò che potrebbe essere. C’è bisogno di qualcosa che ancora non si è visto. Il mondo di Arturo lo abbiamo già provato, quello di Borghini lo stesso: adesso c’è bisogno di noi».

È difficile stare in consiglio comunale da soli?

«In realtà no, perché ho un gruppo numeroso con cui facciamo le riunioni pre-consiliari. Le cose che porto sono frutto di riflessioni condivise da tanti. Quello che ho da dire lo dico sempre in maniera calma, senza girarci tanto attorno». —

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