Attenzione
Offese, sputi e minacce: quartiere sotto scacco
Quarantenne semina il caos in un bar: clienti in fuga. La titolare: «Da anni è così, siamo esasperati». Carabinieri sul posto
. Sputi, parolacce e bestemmie. Offese e molestie agli avventori. Un quartiere vive nell’incubo perché, ciclicamente, un grossetano di 40 anni che abita nella zona del quartiere Pace compie periodici “blitz” nelle attività commerciali seminando scompiglio. Ieri mattina l’ennesimo caso.
Preso di mira, come già altre volte, il bar La Pantera rosa di via Inghilterra. Antonio (nome di fantasia) è entrato e come più volte ha fatto in passato ha sfoderato i suoi comportamenti molesti. «Non ne possiamo più – racconta la titolare Alessandra Lecci - È successo di nuovo e noi ci sentiamo soli, abbandonati a noi stessi». Tutto è cominciato alle 8,10, racconta lei, quando l’uomo si è di nuovo presentato nel bar. Aveva atteggiamenti scomposti. «Urlava, sputava, offendeva, diceva parolacce – racconta la barista – Appena entrato si è messo a sedere ora qua ora là, e ha cominciato a dare noia». I clienti erano infastiditi e impauriti, alcuni se ne sono andati. Anche stavolta Antonio si è presentato seminudo. Canotta, pantalone e ciabatta. Gettava in terra sigarette e mozziconi. Affacciandosi fuori per strada «si è messo pure a inseguire un piccione per staccargli la testa: non ci è riuscito», dice una commessa; ma è soprattutto dentro che si è materializzato quello che ormai è considerato un vero e proprio calvario vissuto ogni volta dai commercianti, che si dicono esausti. «Siamo di nuovo al punto di partenza – dice Alessandra – Ormai viviamo una situazione pericolosa, ci sentiamo sotto minaccia continua ed è l’ora che qualcuno faccia qualcosa di serio. Non è giusto che qua non possiamo lavorare in pace, abbiamo il diritto di stare al bancone tranquilli senza quest’incubo che incombe ogni volta. Anche perché, a parte il disturbo, non sappiamo davvero fino a che punto possano spingersi o degenerare i suoi comportamenti. Sono anni che denunciamo le stesse cose e nessuno ci ascolta. Qualcuno ci deve aiutare sul serio, abbiamo paura che prima o poi succeda qualcosa di grave».
Anche Michela Testi (del negozio di intimo accanto al bar), che pure non ha avuto visite ieri, conosce bene la situazione. «Sono due anni che lavoro qua, e da due anni convivo anche io con questa situazione, che ogni tanto si riaffaccia. Stamani (ieri, ndr) per fortuna da me non è successo niente, ma ai colleghi a fianco sì. Una volta lui entrò qua, io ero sola. Sinceramente non sai mai come gestire queste situazioni, quali conseguenze e rischi possano esserci. Ho assistito più volte a queste situazioni: e di sicuro è un disagio, ci allontanano la clientela».
Antonio, dopo essere passato dal Pantera rosa, ha fatto una rapida incursione al supermercato Coop dove ha chiesto di andare in bagno, ma è stato fatto allontanare da un dipendente del magazzino, il quale comunque spiega che lì la situazione è rimasta fortunatamente tranquilla. Fatta la segnalazione ai carabinieri, due pattuglie sono intervenute sul posto, ieri. I militari hanno intavolato un confronto con l’uomo, che poi si è allontanato spontaneamente.
Di recente era stato arrestato per resistenza ai carabinieri, finendo in un carcere dotato di reparto di osservazione psichiatrica. —
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