Sicurezza
Il 35enne resta in carcere È caccia al complice scappato insieme a lui
alberese. L’uomo scappato insieme a Dumitru Toncea, il trentacinquenne di origini romene che ha rapinato don Claudio Piccinini nella canonica della chiesa di Santa Maria ad Alberese, è ora nel mirino dei carabinieri. Ma ci sarebbe anche un terzo uomo a cui i militari di Grosseto stanno dando la caccia: sarebbe stato infatti visto in auto con Toncea e il suo complice il giorno prima, mentre si erano fermati a bordo della Volkswagen Passat davanti alla chiesa.
Intanto il giudice per le indagini preliminari, oltre a convalidare il fermo disposto dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, ha confermato la carcerazione. Secondo il pm infatti, il trentacinquenne di origini romene che davanti al gip ha ammesso le sue colpe, era concreto il pericolo di fuga: l’uomo non ha una fissa dimora in Italia. Quando è stato fermato dagli uomini della questura a Sesto Fiorentino, ha spiegato loro di vivere in una baracca sulla Salaria, a Roma. Circostanza questa che ha fatto sfumare la possibilità di ottenere i domiciliari.
Le indagini proseguono a ritmo serrato: Toncea, quando è stato fermato, ha spiegato di aver parcheggiato l’auto su quella strada davanti ai negozi per aspettare il cugino che era andato a mangiare all’Ikea, spiegando anche ai poliziotti che non riusciva da tempo a mettersi in contatto con lui al telefono. Secondo gli investigatori, l’uomo che aveva il volto coperto e che era entrato in azione la sera della rapina ai danni di don Claudio potrebbe essere proprio la stessa persona che il trentacinquenne stava aspettando sabato sera, nella città alla porte di Firenze. Ma ci sarebbe stato anche un terzo uomo, insieme a chi non si è fatto scrupoli ad entrare in canonica, mettere a soqquadro l’ufficio della parrocchia e minacciare di morte don Claudio, puntandogli una specie di cacciavite al collo. Nel corso della rapina erano stati portati via 1400 euro, soldi che il parroco aveva raccolto per sistemare le campane. Un benefattore si è fatto avanti: un ex manager fiorentino, che vuole restare anonimo, ha fatto arrivare a don Claudio i soldi che gli erano stati portati via.
Le ricerche sono cominciate subito, la notte di giovedì scorso quando il prete ha dato l’allarme chiedendo l’intervento dei carabinieri. Grazie a Targamanent, l’auto con targa francese sulla quale viaggiava Toncea è stata vista entrare e uscire dalla frazione. Poi, a Firenze, è scattato il blitz. — F.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google