Sicurezza
Talent show mancato Adesso è guerra a colpi di querele
grosseto. È guerra a colpi di querele per la mancata esibizione, nel teatro del Casinò di Sanremo, della finalissima del talent show “The Best”, format ideato dal maglianese Andrea Magini le cui puntate sono andate in onda nei mesi scorsi sulla tv pisana Canale Italia (estranea all’organizzazione della serata sanremese).
Nel pomeriggio di sabato 8 febbraio nel roof garden del Casinò doveva esibirsi una trentina di giovani talenti arrivati da tutta Italia, tra i quali una maremmana di 17 anni. In tutto, tra artisti e accompagnatori, circa 150 persone. Partita piena di entusiasmo, la ragazza, come gli altri, è rimasta a bocca asciutta dopo che, presentatasi al Casinò, ha trovato le porte chiuse, nonostante – come tutti gli altri – abbia pagato 300 euro per potersi esibire e altri 120 a testa (lei e i familiari) per una cena di gala per le premiazioni.
Infuriati, alcuni genitori hanno chiamato i carabinieri e il putiferio è stato mitigato solo quando Omar Malagrida, responsabile della società Elior che gestisce le sale ristorante del Casinò, vista la tensione e la delusione dei tanti bambini – alcuni disabili – ha messo a disposizione il teatro per realizzare almeno una ripresa.
La mamma della ragazza, Angelina, due giorni fa ha sporto denuncia ai carabinieri contro Magini. «A parte i soldi e a parte l’aver dovuto prendere dei giorni di ferie, la cosa più grave è leggere la delusione negli occhi di mia figlia – racconta Angelina –. È giovane, ama cantare, ha partecipato a diversi contest e ci credeva. Come potrà, adesso, tornare ad avere fiducia?».
Dal canto suo anche Magini ha sporto denuncia, a sua volta, contro Luca Cavalcante, agente di spettacolo che ha fatto da tramite con il Casinò, e Omar Malagrida. Ai carabinieri Magini ha dichiarato di essersi accordato per l’affitto del teatro sulla somma di 3.500 euro e di aver anticipato in varie tranche 1.400 euro con versamenti su Poste Pay a Cavalcante. Dice però che solo quando è arrivato a Sanremo è venuto a sapere che, per utilizzare il teatro, avrebbe dovuto assicurare anche 70 posti a cena (aveva raccolto invece solo 20 prenotazioni). Ulteriori problemi ci sono stati con il cachet di alcuni ospiti vip.
Le versioni sono però discordanti. Malagrida ha spiegato ieri che la disponibilità del teatro era vincolata a un pacchetto di 70 cene, che sarebbero state prenotate ma non pagate, mentre per la struttura si è registrata una perdita di 15-16mila euro (tra spese vive come sorveglianza dei vigili del fuoco e Siae, e mancato incasso).
Cavalcante, contattato dal Tirreno, fa sapere di aver svolto solo un ruolo da tramite per mettere in contatto Magini con il Casinò e che è pronto anche lui a tutelarsi dalle accuse che gli vengono rivolte.
Intanto anche le altre famiglie si sono rivolte alle forze dell’ordine.
«Siamo in contatto tramite una chat su Whatsapp e praticamente tutti, ognuno nella propria città, ha sporto denuncia contro Magini». — F.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google