Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Maltrattamenti alla compagna Patteggia due anni

P.S.
Maltrattamenti alla compagna Patteggia due anni

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GROSSETO. Un pugno sul naso, talmente violento da causarle un livido sotto l’occhio a lei che porta gli occhiali; a quella scena aveva assistito il figlio. Una volta l’aveva anche presa per i capelli e strattonata, il tutto sotto gli occhi della madre di lei. Offese, numerosissime, ripetute, con un’impennata dopo che la donna era rimasta incinta; aggressioni verbali; appostamenti dopo la separazione. Accuse mosse a un uomo non ancora cinquantenne, abitante nella zona nord della provincia, finito sotto inchiesta per maltrattamenti in famiglia dopo un intervento dei carabinieri, nel marzo dell’anno scorso. In particolare, ai danni della moglie, molto più giovane di lui.

Accuse che l’uomo ha preferito non discutere all’udienza preliminare davanti al giudice Marco Mezzaluna; assistito dall’avvocato Nunzio Veninata, ha patteggiato 2 anni (pena sospesa). Episodi che sarebbero iniziati nell’estate 2018 e che al momento dell’intervento dell’Arma sarebbero stati ancora attuali. La coppia si era conosciuta più di dieci anni prima, qualcosa aveva scricchiolato sin dall’inizio anche a causa della gelosia dell’uomo, aveva raccontato la donna ai carabinieri. Scenate che spesso le avevano impedito di svolgere un lavoro con continuità e che con il passare del tempo – e specialmente dopo che la donna era rimasta incinta – si erano accompagnate a una serie di offese. E, nel febbraio 2019, da un’aggressione fisica, in casa, quel pugno sul viso partito dopo l’ennesima discussione. In precedenza c’erano stati più che altro episodi di violenza morale, anche se in passato c’erano stati schiaffi al visto, percosse alla testa o alla nuca, tirate di capelli, pizzichi alle gambe. Episodi avvenuti negli anni, con una collocazione soltanto sommaria da parte della donna. Solo una parte di questi episodi sono entrati nelle contestazioni mosse dalla Procura all’uomo. E mai la donna era ricorsa alle cure mediche perché, aveva spiegato ai carabinieri, avevo paura della reazione di lui e alle possibili conseguenze per sé e per il figlio. — P.S.

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