Gioco
Cesare, ogni anno una maschera diversa «Ad Albinia la vera forza sta nel gruppo»
Conti ha 54 anni ed è dipendente di Conserve Italia: ha scoperto da qualche tempo il rione e a lui è affidato un ruolo chiave per l’aggregazione
IL PERSONAGGIO
Ivana agostini
Indossare una maschera per essere sempre qualcuno di diverso. Questo è il Carnevale e questo fa, da alcuni anni a questa parte, Cesare Conti, del gruppo mascherato del rione Albinia.
Conti, 54 anni, dipendente di Conserve Italia, da anni porta sui carri del rione personaggi diversi. È stato un becchino, un pagliaccio, una grossa farfalla, ha impersonato Freddie Mercury, Prince e tanti altri. Quest’anno, visto il tema del carro di Albinia, che si occupa di ambiente e dell’inquinamento dei mari dalla plastica e dai rifiuti, ha deciso di impersonare Greta Thunberg. Il rione porta in scena “L’ira di Poseidone”, un re del mare arrabbiato per la plastica che ogni giorno i pesci devono mangiare per colpa dell’uomo. Greta è un personaggio a cui il Carnevaletto da 3 soldi quest’anno ha dedicato molte maschere.
«Ovviamente è una Greta fatta in maniera goliardica – spiega Conti – ma quello che conta è che faccia riflettere divertendo». Cesare Conti non ha sempre avuto la passione del Carnevale. Gli è venuta col tempo, soprattutto è sbocciata quando ha conosciuto i ragazzi del rione di Albinia. «Sono un gruppo unico – racconta – Mia moglie è fra i carristi. Lei passa intere sere a fare il carro. Io ho iniziato a mascherarmi ma poi la vera passione è nata con loro. Un gruppo come quello di Albinia ti invoglia a fare le cose. Mai uno screzio. Mai una parola fuori posto. È bellissimo coltivare questa passione con loro».
Conti non contribuisce manualmente alla realizzazione del carro ma ha un compito altrettanto importante: «Io sono quello che ha il compiuto di cuocere la carne. Mi dicono però che è un ruolo di valore perché sono momenti che contribuiscono a fare gruppo ed aggregazione».
Per Cesare la ricchezza del rione è, infatti, il gruppo. «Ci sono tante persone che vengono a fare il carro – spiega – e molte sono nuove, arrivano anche dalle campagne vicine. Questo è forse un valore aggiunto». Per Cesare Conti il Carnevale è anche e soprattutto una valvola di sfogo: «Per alcune ore smettiamo di pensare ai problemi della vita quotidiana – dice – cerchiamo di portare un po’ di allegria a chi viene a vedere i carri. Poi quando smettiamo la maschera tutto torna alla normalità. Bisogna però sapere che è possibile avere dei momenti di svago e di spensieratezza. Ognuno di noi ha problemi. Li ha anche chi si maschera per Carnevale. Forse il Carnevale riesce a non far pensare a quello che ci affligge. La maschera ci permette di sorridere e ci dà la carica per affrontare anche prove importanti della vita».
Per Cesare, quindi, il Carnevale è qualcosa che va oltre l’indossare un costume. È quasi un modo per ricaricarsi e tornare poi alla vita e ai problemi di ogni giorno con un cuore più leggero. Greta aspetta tutti in corso Italia domenica alle 14.30 per la terza sfilata dei carri allegorici del Carnevaletto da 3 soldi di Orbetello. —
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