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Benefattore dona i soldi rubati al prete

Gabriele Baldanzi
Benefattore dona i soldi rubati al prete

Un anonimo signore fiorentino verserà i 1.400 euro  che don Claudio custodiva per sistemare le campane

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C’è un lieto fine nella brutta storia del furto alla parrocchia di Alberese, consumatosi una settimana fa, nella notte tra il 5 e il 6 febbraio. I ladri erano scappati con soldi e valori sottratti al sacerdote, dopo averlo svegliato nel cuore della notte e minacciato di morte con un cacciavite. Adesso un anonimo benefattore fiorentino ha ridato alla comunità i 1.400 euro che servivano per sistemare le campane. L’uomo è un ex manager, non nuovo ad azioni del genere, ma non vuole sia reso pubblico il suo nome. Della rapina al parroco di Alberese, aveva saputo alla tv regionale Rtv38. E sempre l’emittente ha reso note le sue intenzioni.

In fondo, in fondo don Claudio Piccinini ci sperava che la Provvidenza, in qualche modo, restituisse a lui e alla Parrocchia di Santa Maria, ad Alberese, ciò che gli era stato tolto: il denaro raccolto grazie alle offerte dei paesani e la tranquillità che ha sempre contraddistinto questo fazzoletto di terra, nel cuore della Maremma da cartolina.

Per la tranquillità, a dire il vero, ci avevano pensato quasi subito le forze dell’ordine. i carabinieri hanno fermato – domenica scorsa – nell’hinterland fiorentino, un pregiudicato ritenuto il responsabile (insieme a due complici) del furto e delle minacce al prete.

Nell’auto su cui l’uomo viaggiava, con targa francese – la stessa che quella notte fuggì da Alberese – erano stati trovati mille euro in contanti e la medaglietta d’oro strappata dal collo di don Claudio.

L’uomo, di cittadinanza rumena, aveva agito a volto scoperto. Con lui c’era un altro uomo che invece indossava il passamontagna e che, durante la rapina, era rimasto in silenzio.

Una delle ipotesi degli investigatori è che potesse essere riconosciuto da don Claudio.

I ladri erano entrati prima nella cappellina accanto alla Chiesa, forzando il portone con un pie’ di porco, poi nell’ufficio della parrocchia, mettendo a soqquadro la stanza, infine in casa. Alla fine erano saltati fuori i soldi messi da parte dai fedeli, nelle ultime settimane, e destinati a coprire un primo stralcio di lavori al campanile della canonica.

La storia – raccontata nelle ore successive alla rapina dal povero don Claudio, molto conosciuto in Maremma per la sua attività di missionario in Sud America – aveva toccato tutti, varcando i confini della provincia di Grosseto.

Il segretario della Cgil Claudio Renzetti, ex alunno del sacerdote, aveva lanciato un appello, alle associazioni di categoria, per aiutare la parrocchia di Alberese. Era stata attivata una raccolta fondi da destinare alla sistemazione delle campane della chiesa di Alberese. Andrà avanti comunque, visto che i 1.400 euro rappresentano solo una parte della copertura dei costi preventivati.

È da Firenze, invece, che è arrivato il ristoro per il danno economico subito. Il benefattore – un ex manager fiorentino in pensione – non sarebbe nuovo a questi gesti di generosità.

Don Claudio, ieri sera, ha confermato il donativo e il provvidenziale intervento del benefattore: «Sì, lo ringrazio per il gesto, inatteso, genuino. Per quanto riguarda i ladri li ho già perdonati per la loro azione criminosa. Mi sono preso tanto paura, ma il peggio è alle spalle. Questa brutta avventura è servita per farci sentire la vicinanza di tante persone». —

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