Sicurezza
Il fermato è in carcere, caccia ai complici: si cercano due uomini
alberese. Sarebbero stati in tre la notte della rapina ai danni di don Claudio Piccinini, il parroco di Alberese: due gli uomini entrati dentro la canonica, uno, forse, rimasto all’esterno.
Oggi nel carcere di Sollicciano ci sarà l’udienza di convalida del fermo di Dumitru Toncea, il trentacinquenne di origini romene accusato di essere uno dei rapinatori di don Claudio.
L’uomo è stato fermato dalla polizia a Sesto Fiorentino: era seduto nella sua Volkswagen Passat, parcheggiato lungo una strada davanti a diversi negozi. Quando gli agenti gli hanno chiesto i documenti, il trentacinquenne si è mostrato nervoso: non ha saputo dare una spiegazione convincente della sua presenza in quella strada e ha detto che stava aspettando il cugino che intanto era andato a mangiare all’Ikea e che non gli rispondeva al telefono.
I poliziotti hanno deciso di perquisire l’auto con targa francese che era intestata a un nordafricano: hanno trovato tre coltelli, due cacciaviti, una tronchese. Nascosti, c’erano anche la medaglietta che don Claudio portava al collo e la fede nuziale di sua madre, quella che teneva al dito, oltre a una decina di orologi, tre dei quali senza cinturino. Sono stati sequestrati anche 995 euro in contanti, tra i quali 16 pezzi da 50 euro ciascuno, che sarebbero quelli spariti dalla canonica e che sarebbero stati utilizzati per sistemare la campane della chiesa di Santa Maria.
I carabinieri si erano messi immediatamente al lavoro, dopo aver ricevuto l’allarme da parte di don Claudio, minacciato con un cacciavite nella sua camera. Il passaggio della Passat era stato registrato dalle telecamere di Targamanent al varco Alberese Giorgioni, alle 23,46 e successivamente a mezzanotte e 23. Ma già il giorno precedente era stata notata, parcheggiata vicino alla chiesa. Il pm Giampaolo Melchionna ha disposto il fermo in carcere: il trentacinquenne ha dichiarato di vivere sulla Salaria, a Roma, in una capanna di legno. Il pericolo di fuga - secondo il magistrato - è concreto. — F.G.
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