Il Tirreno

Grosseto

Dissacranti, scherzosi e spesso un po’ vanitosi I carri di Senzuno protagonisti delle sfilate

Dissacranti, scherzosi e spesso un po’ vanitosi I carri di Senzuno protagonisti delle sfilate

Il rione gialloverde vanta nel suo palmares uno straordinario tris (2013) e le due vittorie (reginetta e mascherata) della passata edizione 

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missione sorriso

Una spinta fondamentale alla rinascita del carnevale follonichese dell’era moderna va senza dubbio attribuita al rione Senzuno, storico quartiere a sud della città del golfo che da sempre rappresenta una parte importante del movimento carnevalesco sia negli anni ‘50-’60 che nel periodo attuale.

Dissacranti, scherzosi, un po’ vanitosi, spesso anche litigiosi ma sempre pronti a tirar fuori nel pubblico una risata: questo è Senzuno, adesso come prima, e nonostante qualche assenza dalle sfilate non si può nascondere che il contributo del rione gialloverde ai successi della kermesse in maschera sia stato fondamentale. “Gli allegri perdenti” venivano definiti nei primi anni del carnevale, fra il 1950 e la prima metà degli anni ‘60: sempre presente con carri anche di ottima fattura mai il rione gialloverde riuscì a togliersi la soddisfazione di un trofeo.

Poi, nel 1980, il ritorno in grande stile. A quel carnevale nuova edizione (2.0 si sarebbe chiamato adesso) il rione di Senzuno contribuì in maniera fondamentale realizzando numerosi carri tutti accomunati dal soggetto di quella sfilata: “Ritorno al… domani?” nella quale le centinaia di figuranti del rione riempirono i carri realizzati (alcuni erano davvero dei carri e dei rimorchi agricoli aggiustati in qualche modo) vestendosi alla maremmana e ricordando le tradizioni della nostra terra. Ecco così il carro della vendemmia, la carrozzella trainata dall’asino (vero), il malato sul letto con la flebo (di vino).

Anche nel 1981, quando il carnevale tornò ad essere realizzato da tutti i quartieri, i carri del Senzuno furono più numerosi: si partiva “Dal diario del mi’ nonno” che ricordava gli anni della prima metà del secolo scorso con il carro del cinema, della spiaggia, degli spettacoli di rivista di Wanda Osiris, passando poi ai carri che ricordavano la II Guerra Mondiale (memorabile la Topolino con a bordo i gerarchi del regime, una cosa che adesso non sarebbe nemmeno immaginabile). Fece storia anche il carro del 1984, “Pazzo spettacolo in piazza”, primo carro spettacolo al carnevale follonichese, che l’ultima domenica di sfilate riuscì a riempire piazza XXV Aprile di spettatori. Nel 1989 finalmente arrivò anche il primo successo fra i carri con La Scimmionata, bissato poi nel 1990 dal Sogno di un pescatore e seguito nel 1995 da Eurodisneyland e nel 1997 da Anche lassù è carnevale.

Dopo il periodo di sosta coinciso con l’inizio del nuovo millennio Senzuno è poi ritornato a sfilare tornando alla vittoria nella straordinaria edizione del 2013 quando arrivò il tris di successi con carro, mascherata e reginetta. Da ricordare anche l’ultima edizione, quella steampunk con le vittorie della reginetta Sara Maione e della mascherata. «Ci piace raccontare delle storie – conferma il presidente attuale Michele Nannini - trasmettere emozioni, essere originali, far vedere il bello che c'è nel carnevale, sia esso una reginetta, una mascherata con i suoi costumi o un carro con un soggetto possibilmente mai visto e coinvolgente. Questo ci hanno insegnato coloro i quali sono venuti prima di noi e questo cerchiamo di realizzare ancora adesso: a volte ci viene tutto bene, altre un po’ meno, ma quando riusciamo a far sorridere e divertire il pubblico buona parte del nostro compito l’abbiamo svolto». —

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