Sicurezza
Coronavirus, controlli anche all’aeroporto civile di Grosseto
Resta da capire chi dovrà farli, la nota del ministero della salute indica il personale di terra. È al vaglio l’ipotesi che vengano affidati ai volontari della Croce Rossa.
GROSSETO. È allerta coronavirus in Toscana come nel resto d’Italia: e anche all’aeroporto civile di via Orcagna – dove atterrano voli privati e dunque, in teoria, provenienti da ogni parte del mondo – scattano i controlli per intercettare eventuali passeggeri con sintomi sospetti. Seam, la società che gestisce lo scalo grossetano, è in attesa di sapere non tanto come (questo aspetto è stato in linea generale descritto da una nota del ministero della salute) ma soprattutto chi dovrà scandagliare i viaggiatori che approdano sul suolo maremmano dal cielo.
In Toscana, da domenica 9 febbraio e negli aeroporti di Firenze e Pisa i check-up – che fino ad ora erano stati limitati ai passeggeri in arrivo da voli internazionali – sono stati estesi anche a chi giunge da Roma. Nell’aeroporto civile di via Orcagna, stando a una nota della Regione Toscana – che discende dalla riunione settimanale che si è svolta lunedì 10 febbraio e della task force regionale sul nuovo Coronavirus – i controlli dovrebbero scattare da martedì 11 febbraio, giorno in cui non sono previsti voli in arrivo all’aeroporto grossetano. E questo dà il tempo di capire più nel dettaglio come si deve procedere. Una nota del ministero della salute ricevuta da Seam prescrive di: lavare accuratamente le mani; pulire le superfici dove transitano i passeggeri; indurre gli ospiti che sembrano avere sintomi tipici dell’influenza a indossare mascherine che coprono naso e bocca e, nel caso in cui il personale individui turisti che non sembrano in buono stato di salute, dovrà essere allertato il personale medico.
Stando alla nota del ministero tali compiti ricadrebbero sulle spalle del personale di terra. «Abbiamo chiesto delucidazioni su come dobbiamo procedere – spiega il presidente di Seam Tommaso Francalanci – inviando una nota a Usmaf-Sasn», l’ufficio di sanità marittima, aerea e frontaliera, che opera in seno al ministero della salute con unità dislocate omogeneamente su tutto il territorio nazionale. «Vogliamo soprattutto capire – aggiunge Francalanci – le modalità con cui devono essere svolti questi controlli e, soprattutto, da chi possono/devono essere fatti». All’aeroporto di Firenze gli accertamenti sui passeggeri vengono svolti dai volontari della Misericordia; presso l’aeroporto civile di via Orcagna c’è una postazione fissa della Croce Rossa Italiana, «che ha già dato la propria disponibilità – conclude Francalanci – Attendiamo di sapere se possono essere impiegati i volontari della Cri».
Per ora le modalità di check-up descritte dal ministero della salute non richiedono la misurazione della temperatura corporea ai viaggiatori in arrivo dal cielo.
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