Il Tirreno

Grosseto

il giorno del ricordo 

«Commemorare le vittime senza strumentalizzazioni»

Ivana Agostini

3 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Si è svolta ieri mattina al Parco della Rimembranza sulle Mura medicee di Grosseto, la commemorazione in ricordo dei tantissimi martiri barbaramente gettati nelle Foibe.

«Abbiamo da sempre fortemente voluto - dicono Bruno Ceccherini, consigliere provinciale e Andrea Guidoni, consigliere comunale di Fratelli d’Italia – che questa importante e significativa commemorazione avesse luogo presso il monumento al Milite Ignoto sulle Mura della nostra città. Questo luogo è per noi un simbolo che ben rappresenta il sacrificio dei tantissimi italiani, morti per la Patria. Nonostante il silenzio durato decenni su questi terribili atti e le varie manipolazioni storiografiche fatte nel passato, tese a omettere gli orrori commessi dai partigiani comunisti slavi contro i cittadini italiani, finalmente dal 2004 hanno avuto termine, così anche il Giorno del Ricordo ha una data nazionale su cui tutti siamo chiamati a riflettere».

Giorno del ricordo che si celebrerà oggi in Prefettura dove ci sarà, insieme all’Isgrec, anche l’Anpi. «Perché non si strumentalizzi la vicenda all’odio di parte - dice nel suo lungo intervento il presidente dell’Anpi Giuseppe Corlito - nella ricostruzione storica vanno tenute conto tre circostanze storicamente accertate, gravide di conseguenze catastrofiche per quelle terre martoriate - dice Corlito - il fascismo di confine, che cominciò nel 1919 coltivando l’odio razziale contro i popoli slavi con un’immane violenza (non per caso Mussolini annunziò le infami leggi razziali proprio contro gli slavi con un discorso tenuto nel 1938 a Trieste); l’invasione italiana, guidata dal regime fascista, della Jugoslavia con la conseguente italianizzazione forzata e la negazione di ogni diritto degli sloveni; infine la costituzione della Zona d’operazione del litorale adriatico, sotto il diretto controllo del Reich nazista, un’annessione a cui i fascisti collaborarono senza tener conto degli interessi italiani». In questo clima di resa dei conti maturò la vicenda delle foibe, che, per il presidente dell’Anpi, non è l’unica ad essere stata dimenticata. «Chi ricorda le migliaia di internati nel campo di concentramento di Gonars, gestito direttamente dai fascisti ? e le migliaia di ostaggi anche civili fucilati, torturati, arsi vivi dai fascisti? - dice - Un terzo dei condannati del Tribunale Speciale fascista era costituita dagli oppositori politici friulani. Il ricordo di questa barbarie non vuole “giustificare” il crimine delle foibe, che apertamente condanniamo, neppure pareggiare il conto incommensurabile tra “i loro morti” e “i nostri”, tanto meno tra le vittime dell’Olocausto e quelle della foibe come tende a fare la destra attuale. Quella delle foibe, nelle quali furono gettati anche partigiani italiani, molti sloveni e membri del Comitato Nazionale di Liberazione triestino, l’esodo di 250.000 tra istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre, sono tragedie immani che interpellano la coscienza di tutti; non possono né devono essere strumentalizzate a fini di parte, tanto meno da chi appartiene dalle associazioni, che si rifanno apertamente al fascismo». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa