Rubano 30 kg di spigole e orate Il colpo sventato dai carabinieri
Impianto ittico nel mirino: due trentenni calano le reti e catturano 100 esemplari I militari si appostano e li “pizzicano” mentre caricano l’auto con il bottino
ORBETELLO. Quasi un anno dopo i ladri ci hanno riprovato: un furto-gemello messo a segna con collaudati strumenti di cattura (reti da pesca calati nelle vasche), ma anche stavolta il colpo è andato male grazie ai carabinieri di Orbetello che hanno sorpreso gli autori con le mani nel sacco.
Preso di mira, di nuovo, l’impianto di itticoltura Il Vigneto, nota azienda che sorge sulla strada comunale di Ansedonia. La si incontra in curva giungendo da Orbetello, con le sue ampie vasche d’allevamento destinate all’itticoltura ed entrate più volte nel mirino dei ladri di orate e spigole.
Due uomini di origine moldava ma residenti a Orbetello, uno di 31 e uno di 35 anni, sono stati denunciati per furto aggravato; il colpo (fallito) è stato messo a segno la notte tra venerdì e sabato quando i due responsabili hanno fatto intrusione nell’azienda e portato via circa 100 esemplari di spigole e orate di allevamento, per circa 31 chili. Anche in questo caso - come in passato - è stato adoperato lo stesso modus operandi. I ladri «si sono serviti - spiegano dal Vigneto - di grosse rete da pesca inserite in vasca», poi sono fuggiti riempiendo grosse buste con le reti e con il pesce. Ma è proprio lì, mentre raggiungevano la macchina parcheggiata fuori dall’impianto, che sono stati sorpresi dai carabinieri. I militari del Radiomobile della Compagnia di Orbetello hanno recuperato tutta la refurtiva dal valore di circa 400 euro e l’hanno riconsegnata al proprietario. L’operazione è scaturita dal semplice controllo di una macchina sospetta parcheggiata vicino a un locale notturno poco distante dall’azienda ittica. I militari stavano perlustrando il territorio quando hanno ricevuto la segnalazione di un cittadino che ha chiamato il numero di emergenza 112. Subito hanno raggiunto Il Vigneto. Dai primi accertamenti hanno appurato che la macchina era intestata alla moglie di uno dei due uomini, già arrestato in passato per analoghi episodi. A questo punto si sono appostati per aspettare e identificare gli occupanti del veicolo. Dopo non molto ecco arrivare a piedi i due soggetti che hanno raggiunto la macchina con due grosse buste cariche di pesce appena tirato su dalle vasche con le reti, e imbustato. Alla vista dei militari, tutti e due hanno tentato di disfarsi del bottino ma era troppo tardi: portati entrambi in caserma per ulteriori approfondimenti investigativi, non hanno potuto far altro che confessare di fronte all’evidenza. Tutti e due dovranno rispondere in concorso del reato di furto aggravato, perché commesso di notte. Uno dei due aveva già messo a segno un colpo nella stessa azienda ed era già stato scoperto dai carabinieri: successe quasi un anno fa esatto, era il marco 2018. All’epoca agì con un altro complice. —
Elisabetta Giorgi
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