Gioco
Guai a sfidare la terribile Ira di Poseidone Il carro di Albinia è anti-inquinamento
Riccardo Vagnoni: «Siamo fieri di questa realizzazione e soprattutto dei dieci pesci che si muovono in sincronia»
ivana agostini
Unità. Affiatamento. Disponibilità. Voglia di fare. Curiosità. È questo il segreto dei carristi di Albinia. È proprio con Albinia che si chiude il giro dei rioni che hanno presentato i loro carri e che partecipano al gioco del Tirreno, Il Re rione.
Albinia quest’anno ha dedicato il suo carro a un tema ambientale: l’inquinamento del mare. Il carro è stato intitolato “l’Ira di Poseidone”. Un re del mare arrabbiato per la grande quantità di plastica con cui i pesci devono fare i conti ogni giorno. Poseidone sembra una statua. I suoi occhi si infiammano di rabbia per quello che sta accadendo. È Alto e imponente. Davanti a lui un branco di pesci che nuota nel mare. Anche loro arrabbiati con chi, ogni giorno, riempie la loro casa di plastica e di rifiuti. Pesci e scogli che ormai sono invasi da pezzi di plastica e bottiglie. «È un tema che volevamo fare da parecchio tempo – spiega Riccardo Vagnoni uno dei carristi storici di Albinia – Era un’idea di Davide Ricci che voleva affrontare questo argomento. Poi, per un motivo o per un altro, il tema veniva sempre messo da parte per farne altri. È successo anche lo scorso anno con Giù le mani, il carro che ci ha fatto vincere l’edizione numero 50 del Carnevaletto da 3 soldi. Un tema dedicato alla violenza sulle donne che ci ha preso molto. Quest’anno però abbiamo pensato che fosse l’anno adatto e ci siamo cimentati in un carro che apparentemente è semplice ma che ha dei movimenti che non sono affatto usuali».
La particolarità del branco di pesci che è stato posizionato davanti a Poseidone sta proprio nella loro visione d’insieme. «Sono 10 pesci, cinque da un lato e cinque dall’altro che si aprono sul corso e si muovono in sincronia dando l’idea di essere molti di più», aggiunge Vagnoni.
Dopo lo scorso anno, quindi Albinia ha cercato di affrontare un tema importante ma lo ha fatto con più leggerezza. «Ne è venuto fuori un buon lavoro. Abbiamo fatto una realizzazione di cui siamo fieri. Poi sarà la giuria a scegliere. Quello che è importante è che il pubblico apprezzi e veda il nostro impegno. Noi sappiamo di aver lavorato con entusiasmo e serietà».
Riccardo Vagnoni fa parte del rione Albinia da quando era un bambino. Aveva circa 5 anni. «Mio babbo andava a fare il carro e io andavo con lui. Ricordo le litigate con mia mamma perché il giorno dopo dovevo andare a scuola e andando al carro facevo tardi». Una passione che è entrata nel sangue di Riccardo che poi si è unito ai vecchi carristi dando vita a un gruppo giovane a cui si aggiungono sempre nuovi elementi. «I carristi e le carriste aumentano sempre – spiega –. Ogni anno ci sono elementi nuovi e di questo ne siamo molto contenti. È importante che ci sia un ricambio. Da noi vengono molti ragazzi delle campagne che sanno saldare e sanno fare tanti lavori manuali. Ragazzi che arrivano per curiosità e poi rimangono e imparano l’arte di fare un carro. Il gruppo è la nostra vera vittoria. I nuovi sanno rispettare le regole, ascoltano i più anziani, sono rispettosi ma allo stesso tempo quando sono soli sanno esattamente cosa fare».
Albinia ha un capannone nel quale realizza il suo gigante di cartapesta messo a disposizione da Conserve Italia. «Per noi è molto importante. Ringraziamo molto Conserve Italia per l’opportunità che ci dà. Fare il carro in un capannone, avere un posto per le prove dei balletti vicino a dove facciamo il carro è molto importante. Un grazie va a tutti coloro che vengono ad aiutarci; a quelle persone che dicono solo “a che ora dobbiamo venire?”. La mia grande soddisfazione è l’armonia del gruppo. Mai uno screzio. Solo tanta voglia di fare».
Quest’anno Albinia ha come reginetta la coreografa dei balletti del rione, Andrea Cardinale: «Andrea durante la cena che facemmo lo scorso anno alla fine del Carnevale realizzò una coreografia con tutti i balletti che avevamo portato nel corso – ricorda il carrista – Fu un momento molto commovente. In quel frangente annunciò il suo addio alla coreografia. Espresse la voglia però di mettersi in gioco e fare la reginetta. Poi però non è riuscita a stare lontano dalla coreografia e nel corso. durante la sfilata, oltre a fare la reginetta, balla con le altre ragazze».
Sono una trentina le ragazze che a terra ballano emozionando il pubblico che domenica scorsa ha tributato loro anche un applauso. Oggi il rione Albinia aspetta tutti in corso Italia per la seconda sfilata. —
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