Il dolore
Fatture sospette, imprenditore ai domiciliari
Il giudice ha disposto il sequestro preventivo di 740mila euro, le operazioni erano state condotte attraverso aziende chiuse
Il reato contestato sarebbe quello di dichiarazione fraudolenta tramite uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Reato che secondo gli uomini della guardia di finanza di Peschiera del Garda sarebbe stato commesso da un imprenditore di 59 anni originario di Verona che però vive a Follonica. Dove ora è, su ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona, Luciano Gorra, agli arresti domiciliari.
Antonio Beltrami, amministratore della Beltrami srl, azienda che commercializza pelli con sede nel veronese, avrebbe ricevuto fatture da due aziende di San Giovanni Valdarno, in provincia di Arezzo, che erano già state segnalate alla Procura per il reato di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Gli uomini della guardia di finanza hanno deciso di mettere sotto la lente d’ingrandimento i rapporti tra le tre società. Beltrami infatti, acquistava pelli grezze dall’Egitto che poi venivano rivendute allo stato grezzo a clienti italiani che si occupavano dello sdoganamento e del trasporto ai terzisti che poi le lavoravano. Le due società di San Giovanni Valdarno si sarebbero dovute occupare di controllare le pelli una volta arrivate dai terzisti. Sarebbe stato questo il servizio per il quale la Beltrami srl riceveva fatture. Ma i titoli - si sono accorti gli uomini della guardia di finanza - sono stati rilasciati anche dopo che le due società avevano cessato l’attività, il 31 dicembre 2014.
Le due aziende non avevano più dipendenti: secondo il giudice per le indagini preliminari che ha disposto gli arresti domiciliari per l’imprenditore che vive a Follonica, sarebbe stato impossibile per una persona da sola anche soltanto spostare da un bancale all’altro, 350mila e 178mila metri quadrati di pellami, quelli che risultavano essere stati consegnati ai terzisti.
Per questo, l’imprenditore cinquantanovenne, difeso dall’avvocato Alessandro Traversi del foro di Firenze è finito agli arresti domiciliari. Le cifre che sarebbero state fatturate per servizi che probabilmente non sono mai stati resi, ammonterebbero a 740mila 979, 28 euro: cifra questa, per la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Verona Luciano Gorra, ha disposto il sequestro preventivo. —
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