Il Tirreno

Grosseto

MASSA MARITTIMA 

Persiane in alluminio La società di Mansi vince il ricorso al Tar

Persiane in alluminio La società di Mansi vince il ricorso al Tar

Il Comune aveva ordinato la sostituzione degli infissi Per i giudici l’ordinanza del Comune fu «irragionevole»

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massa marittima. A suo tempo fece un po’di clamore questa diatriba, visto non solo la qualità dell’edificio interessato, l’albergo La Fenice, ma anche per i protagonisti: la società proprietaria, che fa capo alla Nuova Solmine e al patron Luigi Mansi, e il Comune di Massa Marittima.

Ma forse, a destare interesse fu l’oggetto del contendere, visto che poteva interessare chiunque avesse un’attività o una casa nel centro storico massetano. L’oggetto erano delle persiane. Infissi installati alle finestre dell’edificio, che secondo l’amministrazione non erano in regola con il regolamento urbanistico in quanto impattavano negativamente sul paesaggio medievale del centro. E per questo ne ordinò la demolizione.

Ne nacque una causa e a distanza di anni il Tar ha sentenziato a favore della proprietà. Equipollente: è questa la parola che ha fatto la differenza. «Di egual valore ed efficacia», come spiega il dizionario. La diatriba nasce perché per il Comune, secondo i suoi documenti, le persiane dovevano essere rigorosamente in legno, mentre la società installò degli infissi in alluminio, sebbene realizzati in modo che l’aspetto fosse del tutto uguale al legno. Ma gli uffici dell’amministrazione non furono soddisfatti di questa soluzione e ordinarono l’abbattimento. I giudici del tribunale amministrativo però, riferendosi al regolamento urbanistico in vigore all’epoca dei fatti, hanno ritenuto «irragionevole» la parte in cui «non avrebbe consentito l’impiego di materiali alternativi al legno, ancorché equipollenti dal punto di vista dell’impatto urbanistico e paesaggistico». Da qui il nodo che viene sciolto nella sentenza: «l’impiego di materiali alternativi al legno va, infatti, derubricato a mera modalità esecutiva del piano e del titolo edilizio – recita il dispositivo – che non può ritenersi vietata, a condizione che la differenza risulti in concreto non apprezzabile». Da qui, l’accoglimento del ricorso presentato dalla proprietà e l’annullamento dell’ordinanza di demolizione. Il caso La Fenice, almeno in primo grado, finisce così, diventando spunto per chiunque debba installare nuove persiane nel centro storico massetano. —

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di Redazione web