Sicurezza
Minacciato con un cacciavite e rapinato Notte di terrore nella canonica di Alberese
Don Claudio si è trovato davanti due ragazzi: uno di loro aveva il volto coperto. Hanno portato via 1400 euro
Quasi sicuramente, sapevano cosa avrebbero trovato nei cassetti dell’ufficio della canonica di Santa Maria ad Alberese. Forse avevano sentito parlare della raccolta che i parrocchiani stavano portando avanti da un po’di tempo: i soldi delle offerte sarebbero infatti serviti per sistemare le campane. C’erano circa 1. 400 euro che ora sono spariti, nelle tasche di due ragazzi di origini nordafricane che la notte passata sono entrati nell’appartamento dove don Claudio Piccinini, abita con Giorgio e Anna. «Stavo dormendo quando mi sono svegliato a causa di un fascio di luce che avevo puntato addosso – racconta – Mi sono ritrovato quei due ragazzi davanti: uno indossava un passamontagna, l’altro era a volto scoperto ma mi sembra di non averlo visto prima».
Uno dei due uomini si è avventato su don Piccinini, lo ha tirato giù dal letto e gli ha puntato alla gola un oggetto appuntito (probabilmente un cacciavite). Quindi lo ha scaraventato verso la parete.
«Continuavano a dirmi di dare loro l’oro e i soldi – dice con Claudio – mi minacciavano di uccidermi: mi hanno costretto a tornare in sacrestia, dove avevano già messo tutto a soqquadro dove insistevano a chiedermi l’oro. Ma non c’era più nulla da prendere, tranne quel poco che avevo addosso: sono stato costretto a consegnare loro una catenina con due croci e una medaglia col volto di Cristo». I ladri gliel’hanno strappati dal collo e gli hanno anche sfilato un anello, ricordo della sua defunta madre. Poi si sono allontanati, a bordo di un’auto.
Erano entrati dopo aver forzato la porta che immette nella cappella feriale, adiacente la chiesa e dal lì erano poi passati nella sacrestia, dove hanno aperto cassetti e ante dell’armadio contenenti paramenti per la Messa, e poi nell’ufficio parrocchiale. Anche qui hanno messo a soqquadro scaffali e cassetti e si sono impossessati delle offerte – circa 1400 euro – della comunità, raccolte per sostenere le spese di ripristino delle campane danneggiate da un fulmine. Quindi sono saliti al piano superiore, dove si trova l’appartamento che il parroco occupa assieme ad una coppia di sposi che vivono con lui.
Don Claudio era sotto choc: è salito al primo piano, dove c’è il suo appartamento e ha provato ad accendere le luci. Si è messo a urlare, svegliando la coppia che vive con lui che ha dato così l’allarme ai carabinieri che sono arrivati immediatamente. Il parroco era sotto choc e i militari hanno chiesto l’intervento del 118: don Claudio è stato portato al pronto soccorso del Misericordia e visitato. Ieri era già in canonica, a sistemare il caos lasciato dai ladri.
Avvertita la Curia dell’accaduto, ieri mattina il vescovo Rodolfo si è recato ad Alberese col vicario generale per verificare di persona le condizioni di don Piccinini e lo stato delle cose, ma soprattutto per esprimere al sacerdote vicinanza e affetto. Insieme hanno pregato, poi il Vescovo gli ha impartito la benedizione.
Don Claudio è sacerdote molto conosciuto. È stato parroco in varie località della diocesi, missionario fidei donum in Bolivia, poi – una volta rientrato in Italia – vice parroco della cattedrale. Attualmente ha la guida delle parrocchie di Alberese e Rispescia, oltre ad essere direttore dell’ufficio missionario diocesano e correttore della Misericordia.
«Non avrei mai creduto che potesse accadere una cosa del genere - dice - Ma sono certo che sapessero come muoversi. Non erano due che si sono improvvisati ladri».
Le indagini sono state affidate ai carabinieri di Grosseto. —
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