Gioco
Street art sulle serrande Appello a chi possiede i garage e i fondi chiusi
Stimolare la riflessione sugli spazi pubblici e il loro uso grazie a opere contemporanee L’associazione Clan lancia una tre giorni a maggio
Stimolare la riflessione sugli spazi pubblici e il loro uso attraverso l’arte contemporanea. Con questo scopo è nata l’associazione culturale Clan e con lo stesso spirito lancia un nuovo progetto, “Trame Festival. Serrande chiuse per arte aperta”, una tre giorni dedicata alla street art in centro storico da organizzare dal 7 al 9 maggio in collaborazione con il Comune, la Fondazione Grosseto Cultura, il Polo Bianciardi, il Centro commerciale naturale (Ccn) del centro storico e la Pro Loco di Grosseto.
«Siamo alla fase preliminare ma indispensabile per procedere con la ricerca degli artisti – dice Giada Breschi di Clan – Oggi (ieri per chi legge, ndc) abbiamo lanciato su Facebook l’appello ai proprietari di garage e fondi sfitti in centro storico affinché mettano a disposizione le serrande e le saracinesche come supporti su cui lavoreranno i writer e gli studenti del liceo artistico. L’idea è quella di riportare luce e visibilità in centro grazie all’intervento della street art sul modello positivo del quartiere Pratello a Bologna, rinato anche grazie a queste azioni artistiche».
La tre giorni di maggio sarà il momento clou del tour guidato delle opere e degli eventi collaterali in tutto il centro ma intanto adesso è indispensabile trovare le adesioni dei proprietari dei fondi sfitti ma anche dei garage, magazzini e laboratori. Gli interessati possono “candidarsi” dando la disponibilità a usare la propria serranda come “tela” per gli street artist scrivendo a info@collettivoclan.it o telefonando ai numeri 392 5485396 e 328 7379945 per maggiori informazioni. «Abbiamo lanciato questo progetto – spiega Giada – dopo aver diffuso su Facebook un questionario sulla percezione dei vari quartieri della città da parte dei grossetani. Analizzando le risposte (117 le persone che hanno compilato il questionario online) è emerso che il quartiere meno sicuro e dove si va meno volentieri è proprio il centro storico. Molti, soprattutto gli anziani, pensano che questa situazione sia irrimediabile. Noi al contrario pensiamo che si possano e si debbano mettere in campo delle azioni per riconquistare questo spazio della città e riteniamo che l’attrattiva della street art possa portare colore, energia e presenze in centro». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
