Il Tirreno

Grosseto

la battaglia di un padre 

Figlio in Danimarca L’ambasciatore scrive al sindaco

Francesca Gori
Figlio in Danimarca L’ambasciatore scrive al sindaco

Raffaele sta cercando di far tornare il suo bambino a casa Dopo la morte della madre, il piccolo è in un istituto

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In Danimarca, qualcosa si è mosso. Dopo che Raffaele ha raccontato a Il Tirreno la sua battaglia per riportare suo figlio a Grosseto, l’ambasciatore italiano a Copenaghen ha contattato il quarantacinquenne e, insieme all’avvocato dell’uomo, ha inviato una lettera al Comune di Odense per tentare di risolvere il delicato caso. Una lettera per spiegare al sindaco del comune danese il perché della richiesta di Raffaele, che vorrebbe portare suo figlio di 11 anni a vivere a Grosseto. La madre del bambino è morta lo scorso gennaio: il piccolo era già stato affidato a un istituto dopo che i servizi sociali lo avevano trovato nella casa materna denutrito e in pessime condizioni igienico sanitarie. Raffaele sta cercando in tutti i modi di portare suo figlio a casa: le istituzioni danesi avrebbero infatti deciso di affidare il bambino al nonno materno. Decisione questa alla quale, in primavera, Raffaele si opporrà durante la commissione esterna danese.

Anche il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha scritto al suo collega di Odense, così come ha fatto la Prefettura. «Siamo rimasti profondamente toccati dalla vicenda di Raffaele, nostro concittadino coinvolto, mi permetto di dire troppo a lungo, in un caso di affidamento complicato e doloroso - scrive il sindaco di Grosseto - Ci siamo attivati, nell’ambito delle nostre competenze, per dare supporto ad un nostro connazionale che gode della piena potestà genitoriale. Raffaele è un cittadino italiano onesto che ha alle proprie spalle una famiglia solida e virtuosa: il bambino può essere accolto, educato e cresciuto in maniera impeccabile all’interno di un contesto sociale e culturale sano e affidabile. Il bambino vivrebbe con suo padre in una città tranquilla e ospitale, sita in Toscana, una delle Regioni col più alto tasso di qualità assistenziale e culturale d’Europa. La mia amministrazione si impegna pertanto a sostenere il signor Raffaele e suo figlio, nell’esclusivo interesse del minore, tramite ogni forma di assistenza necessaria. Siamo convinti che il bambino potrà trarre vantaggio dall’unica soluzione che gli consentirebbe una vita felice, accanto a suo padre e alla sua famiglia».

Raffaele intanto, da quando è tornato dalla Danimarca la scorsa settimana, ogni sera parla al telefono con suo figlio: «Ha voluto un bandiera dell’Italia - dice - e ieri sera mi faceva sentire l’inno di Mameli dal suo tablet. Sono felice che qualcosa si sia mosso. Voglio mio figlio con me, non smetterò di chiederlo finché non tornerà qui». —

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