Il Tirreno

Grosseto

Rendere pubbliche le pinete per salvarle e rilanciare il turismo

F.F.

La manutenzione dei privati stenta e il territorio fuori Castiglione è poco sfruttato. L’ex sindaco Massimo Emiliani lancia un’idea 

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la proposta

Rendere pubbliche le pinete, oggi di proprietà privata, e progettare un sistema unitario di fruizione, insieme alla Diaccia Botrona e agli argini del fiume Bruna. «Perché la bellezza di questi luoghi toglie il fiato, ma la proprietà privata è un ostacolo alla manutenzione delle pinete». Parola di Massimo Emiliani, ex sindaco di Castiglione della Pescaia, che interviene con una proposta nel dibattito riaperto in questi giorni sulle pinete, dopo la pubblicazione sul Tirreno dei risultati dello studio del professore Roberto Barocci.

Secondo Barocci tutti i dati indicano un unico, inesorabile destino per la pineta tra Castiglione e Marina di Grosseto: le querce sostituiranno progressivamente i pini, se non si interviene per preservarli. Barocci non si sbilancia: bene o male che sia, le cose stanno così e bisogna prenderne atto.

Si sbilancia invece Emiliani che vede nella pineta una risorsa fondamentale per il territorio castiglionese. E sollecita un intervento rapido. Come? «La pineta è un sistema creato dall’uomo – ricorda Emiliani – e ha bisogno di manutenzione». La manutenzione però ha un costo importante e, d’altro canto, la pineta non è più produttiva come un tempo. Perciò la manutenzione è spesso disattesa. «La mia proposta è di renderla pubblica, ad esempio con una permuta – dice Emiliani – anche perché, quando un bene diventa pubblico, i cittadini lo controllano meglio». Il dibattito non è nuovo a Castiglione. «Anche nel 2011 – dice Emiliani – se ne parlò. È tempo di riprendere quel discorso. Un’amministrazione pubblica potrebbe accedere ai fondi europei se presentasse dei progetti. E per la pineta si potrebbe creare un unico sistema turistico con la Diaccia Botrona e le sponde del fiume Bruna. Si potrebbero organizzare degli incontri pubblici per raccogliere le proposte. Se non facciamo niente le pinete spariranno. Bisogna fare una scelta di fondo, come ha messo in luce Barocci».

Una scelta che potrebbe rivelarsi fondamentale anche per un altro, antico sogno cullato a Castiglione e in tutta la Maremma. «Da sempre il mantra è stato: “Dobbiamo allungare la stagione estiva”. E invece si è accorciata, perché non usiamo bene il sistema intorno al paese». Percorsi turistici nella natura potrebbero rappresentare la chiave di volta. — F.F.

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