Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Minacce per gelosia, pena da un anno e mezzo

P.S.

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grosseto. Un anno e mezzo con il beneficio della sospensione la pena patteggiata da un uomo di 55 anni imputato di aver maltrattato la moglie: un calvario che sarebbe durato sette anni, tra il 2012 e il settembre 2019, in un centro della zona sud della provincia, e che avrebbe avuto come leit motiv la gelosia nutrita nei confronti della donna.

Il giudice Sergio Compagnucci ha ritenuto congruo l’accordo raggiunto tra il pm Anna Pensabene e il difensore Angela Ambrosino prima della conclusione delle indagini preliminari, queste ultime basate sugli accertamenti dei carabinieri. Minacce, aggressioni verbali e fisiche, percosse e ingiurie sarebbero state diluite nel corso di quel lungo periodo, sette anni. Ci sarebbero anche state minacce di morte e comunque di mandarla all’ospedale. Il primo episodio risalirebbe al febbrai o 2012, quando in occasione di un litigio il coniuge l’avrebbe colpita con schiaffi al volto, pugni e schiaffi; e spesso le avrebbe detto che l’avrebbe picchiata se l’avesse scoperta con altri uomini. Sempre per gelosia, ma nell’estate 2014, l’avrebbe colpita con uno schiaffo al volto; un altro schiaffo nel 2016, così violento da farle sbattere contro il muro della cabina armadio; e infine l’episodio del settembre 2019, quando la donna sarebbe stata colpita con due calci alle gambe e due pugni sulla spalla destra minacciandola «stai zitta altrimenti ti butto dal balcone». Un insieme di comportamenti che - pur se distanti nel tempo - avrebbero delineato una condotta abituale e aveva costretto la donna, ancora secondo l’imputazione, a lasciare l’abitazione e a sporgere denuncia. All’uomo sono state riconosciute le attenuanti in considerazione del comportamento processuale e dell’incensuratezza. — P.S.

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