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Lupo ucciso: decisione rinviata sulle parti civili
grosseto. Nessuna decisione ancora sulle costituzioni di parte civili da parte delle associazioni ambientaliste al processo nei confronti di Salvatore Fais, l’allevatore imputato di aver ucciso un lupo con un laccio da cattura; nei sui confronti anche l’accusa di furto di un esemplare di specie protetta tutelata dallo Stato. La carcassa fu ritrovata il 27 aprile 2017 al bivio per Monterotondo Marittimo.
Il difensore di Fais, l’avvocato Carlo Valle, ha fatto osservare che le associazioni non avrebbero alcuna legittimazione a costituirsi in merito al furto e che il danno ambientale richiamato dalle associazioni non ha a che vedere con le contestazioni mosse nel procedimento. Il legale ha citato anche le tabelle di un decreto ministeriale che indicano solo la Lav, che ha presentato richiesta con l’avvocata Paola Tamanti.
Quest’ultima, che rappresenta anche la Lac, ha tra l’altro citato e prodotto una sentenza del Tribunale di Livorno. L’avvocato Roberto Burzi, per Wwf Italia, ha invece ricondotto i fatti contestati all’ambito della tutela ambientale, perché il lupo, esemplare di fauna selvatica, è parte integrante dell’ambiente in cui vive. Anche l’avvocato Roberto Vannetti, per Legambiente, ha insistito per l’accoglimento della costituzione di parte civile.
Il pm onorario Alessandro Bonasera si è dichiarato remissivo. Il giudice Andrea Stramenga, stante la complessità della vicenda, ha rinviato la decisione ai primi di aprile. —
P.S.
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