Attenzione
«La passione della lettura? È scritta nel dna»
GROSSETO. Due libraie veterane non capita tutti i giorni di incontrarle. E, allora, conviene approfittare per farsi dare qualche consiglio.
Alessandra Bersotti, cosa consiglierebbe a un adulto che non ha confidenza con la lettura?
«Per l’adulto che non ha mai letto l’approccio è un po’ difficile. Però può sempre avvicinarsi ai libri magari con qualche best seller».
E invece per i bambini?
«Be’, per i bambini c’è tanta possibilità di scelta. Quella di Geronimo Stilton, ad esempio, è stata una tipologia di scrittura che ha coinvolto tanti bambini e ha fatto leggere anche chi non amava farlo. E un altro consiglio: chi propone il libro è una figura fondamentale, ad esempio penso alla fortuna di avere gli insegnanti giusti che ti avvicinano alla lettura. Ma nel caso dei bambini bisogna anche cercare di far scegliere loro i libri».
Quali altri errori possono raffreddare il rapporto con la lettura?
«Non bisogno mai dare a caso certi tipi di libri solo perché “sono importanti” e “vanno conosciuti”. Un libro come Il piccolo principe va indicato e proposto a ragazzi che sono abituati a leggere, e con vicino un insegnante o un adulto. Il rischio è che, letto senza avere gli strumenti di interpretazione giusti, il lettore si allontani».
Cosa significa essere lettori?
«La lettura è una cosa che hai dentro; ti viene trasmessa relativamente. La curiosità ce la devi avere nel dna. E per chi ce l’ha dentro... be’, è tutta un’altra cosa». —
F.F.
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