Sicurezza
È scontro sulla cittadinanza alla Segre Il centrodestra propone anche Haffner
Il sindaco attacca Lista Mascagni e Pd: «Colpa loro se tutto salta». La replica: «Cerca solo di togliersi dall’imbarazzo»
Una trama già vista (l’intitolazione delle vie a Berlinguer e Almirante), un format già sperimentato in altri Comuni a guida centrodestra (Bassano, Cittadella, ma anche Montevarchi). Il sindaco di Grosseto che, sollecitato da una mozione della Lista Mascagni, prova la tecnica della par condicio tra Olocausto e Foibe, già abusata in certi ambiti.
«Ieri, in municipio – scrive il primo cittadino in una nota in cui attacca la minoranza, e in particolare Lista Mascagni e Pd – è stata scritta una brutta pagina di politica nella conferenza dei capigruppo». Antonfrancesco Vivarelli Colonna si riferisce al fatto che nel prossimo consiglio comunale «forse non verrà concessa la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, come auspicato». Ma vediamo perché si è arrivati a questo punto. Il sindaco parla di «posizione rigida della Lista Mascagni e latitanza del Pd». E ancora, alzando i toni, di «cieca e ideologica contrapposizione messa in atto dalle minoranze di sinistra». Infine il riferimento alla «solita propaganda» e alla «pretestuosa quanto inutile polemica». Insomma, buoni contro cattivi. Tolleranti (la maggioranza) ostacolati, anzi osteggiati, da chi ragiona con il paraocchi.
«La nostra proposta di unire al giusto riconoscimento per chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia di Auschwitz (la Segre) e il dramma di Egea Haffner, vittima della pulizia etnica di Tito – conclude il sindaco di Grosseto – è stata incredibilmente rigettata. E siccome il regolamento comunale prevede la maggioranza qualificata nel caso di concessioni della civica benemerenza o della cittadinanza onoraria, il mancato accordo con la minoranza di sinistra non consentirà la realizzazione di un bellissimo dono che la Città di Grosseto poteva conferire».
Ma i capigruppo del Pd e della Lista Mascagni la raccontano un po’ diversa. O meglio, la raccontano tutta. «È stato proprio il centrosinistra ad aver presentato nel 2019 una proposta per conferire alla senatrice Segre la cittadinanza onoraria – replicano Lorenzo Mascagni (Pd) e Carlo De Martis (Lista Mascagni) – e speriamo di discuterne, appunto, nel prossimo consiglio comunale». Poi documenti e date: «I fatti sono molto semplici – proseguono i due consiglieri – l’11 dicembre i gruppi consiliari Lista Mascagni Sindaco e Partito democratico presentarono una proposta per concedere a Liliana Segre la cittadinanza onoraria, aderendo a quell’onda di solidarietà che sta unendo tantissime amministrazioni comunali di ogni schieramento, verso una testimone della Shoah, oggi tornata ad essere bersaglio dell’odio e dell’antisemitismo più meschino. Ebbene, la proposta doveva prima passare dalla conferenza dei capigruppo, ma inspiegabilmente tutto si è arenato. Fino al 21 gennaio, quando abbiamo scoperto che nel frattempo il centrodestra, una settimana prima, aveva a sua volta presentato una “controproposta”, per conferire la cittadinanza onoraria contestualmente a Liliana Segre e a Egea Haffner, vittima dell’esodo istriano». Due storie entrambe drammatiche ma completamente diverse, con le quali, pare, il consiglio comunale è disposto a confrontarsi con il necessario rispetto, ma in momenti diversi e senza strumentalizzazioni di sorta. Mascagni e De Martis respingono l’accostamento, «che manifesta una profonda ignoranza della storia, e soprattutto una totale mancanza di rispetto verso coloro che quei drammi li hanno realmente vissuti, trasformati in pedine di sgangherate e nostalgiche rivendicazioni politiche».
A dire il vero la stessa Haffner, appreso di analoghe iniziative, aveva già detto «no grazie». E allora perché sollevare questo polverone? Per Mascagni e De Martis «era l’unico modo, per Vivarelli Colonna, di togliersi dall’imbarazzo di dover rendere omaggio a una donna come la Segre». —
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