Il Tirreno

Grosseto

ALL'ORA DI CENA

Va dai nipoti, gli rubano l’oro della moglie

Giovanna Mezzana
I mobili a soqquadro nella casa svaligiata
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I mobili a soqquadro nella casa svaligiata

Furto nella casa del padre di Riccardo Vannozzi: «Che tristezza, si sono portati via la collana che era di mia madre»

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GROSSETO. Quando un intruso profana il luogo della tua intimità, ti assale una sensazione di grande vuoto: figuriamoci, poi, come ci si possa sentire se quell’ignoto furfante si è portato via i gioielli che indossava una persona a te cara e che non c’è più.

È un furto doppiamente odioso quello che ha subito domenica Fausto Vannozzi, padre di Riccardo Vannozzi, noto ingegnere grossetano: lo è «Sia perché mio padre è anziano e dunque è una persona fragile – dice il figlio – sia perché quegli oggetti d’oro che gli sono stati rubati erano appartenuti a mia madre: erano ricordi che lei aveva lasciato perché un giorno li avessero i suoi nipoti... e questo è il dispiacere».

Sono circa le 20.45 di domenica quando Fausto Vanozzi rientra nel suo appartamento di viale Sonnino: è stato fino a poco prima in compagnia dei suoi due nipoti, lì, a due passi da casa sua. E trova le due camere da letto aperte: è tutto buttato all’aria, sconquassato, svuotato.

«Era uscito da qualche minuto – dice suo figlio – quando ci ha chiamato al cellulare. Ci ha detto quel che era successo cercando persino di rassicurarci, chiedendo di raggiungerlo ma con calma».

Riccardo Vannozzi scatta alcune foto che rendono l’idea della razzia dei ladri e le pubblica sul suo profilo Facebook: «Perché la gente – dice – deve sapere, deve vedere»; i cassetti del comò aperti, gli abiti nell’armadio buttati giù, le ante spalancate, bustine, scatoline, porta-gioie tutte gettate alla rinfusa sul letto. La famiglia Vannozzi ha chiamato le forze dell’ordine, i carabinieri sono intervenuti e hanno scritto un verbale: e ieri doveva essere perfezionata le denuncia.

Resta l’amarezza ma anche tanti dubbi. «Mio padre ha fatto tutto il giorno su e giù – dice Riccardo Vannozzi – da casa nostra a casa sua. L’intrusione deve esserci stata intorno alle 20.15-20.30: probabilmente sono scappati sentendolo rientrare perché hanno messo le mani solo nelle camere. La sensazione – aggiunge – è che abbiano aspettato il momento più opportuno, ma anche che conoscessero già l’ambiente: sono scappati da una terrazza sul retro dell’appartamento utilizzando uno scaleo che era in casa». «Colpisce – aggiunge – la precisione con cui hanno messo a segno il colpo e la rapidità con cui sono scappati e si sono dileguati lato ferrovia».

I ladri hanno portato via oggetti in oro: «La collana di mia madre, gli orecchini, anelli, orologi. E pensare che proprio di recente – aggiunge Riccardo – stavamo valutando con mio padre di riporli in una cassetta di sicurezza: avevamo già i moduli».

Dopo tre tentativi di furto, alla quarta volta i ladri sono riusciti ad entrare nella casa del padre, mentre due sono i furti subiti dal figlio: «Con un’incidenza, la domenica – conclude – che è particolarmente “strana”». –


 

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