La manifestazione
Sparo in piazza Esperanto a fine mese i risultati del Ris
GROSSETO. Gli avvocati di Robj Hudorovic – il grossetano ritenuto dagli investigatori il presunto “sparatore” di piazza Esperanto - hanno avanzato al Tribunale del riesame la richiesta di annullamento della misura cautelare in carcere, o in subordine la trasformazione in una misura cautelare meno afflittiva.
Hudorovic, commerciante di 39 anni, è assistito dagli avvocati Luca Montemaggi del Foro di Grosseto e Luca Valente del Foro di Roma.
L’episodio, come noto, risale alla notte tra il 13 e il 14 dicembre scorsi e si è consumato in piazza Esperanto. Secondo l’Arma, tutto era iniziato di fronte al locale “Jab” di piazza dal Sale. Hudorovic, dopo un diverbio con la sua ragazza, avrebbe dato in escandescenze nei confronti del personale di sicurezza, che lo avrebbero invitato a cessare le sue intemperanze vista anche l’ora (erano più o meno le 2.30) ma il commerciante – insieme a due persone non ancora identificate - avrebbe aggredito il buttafuori colpendolo alla testa ripetutamente con pugni. Poi avrebbe aggredito e minacciato verbalmente altre due persone, una delle quali il responsabile del servizio di sicurezza, offendendolo e dicendogli che sapeva dove abitava. Si sarebbe allontanato ma sarebbe poi tornato, in piazza Esperanto, incontrando di nuovo i tre uomini affrontati precedentemente, li avrebbe di nuovo minacciati e a quel punto avrebbe sparato con una pistola illegalmente detenuta: un colpo in aria dopo aver puntato la pistola ai tre, continuando a minacciare. Pochi minuti dopo, il colpo sparato contro il portone dell’abitazione del responsabile della sicurezza. I militari avevano identificato Hudorovic grazie alle testimonianze ed erano andati a casa sua intorno alle 5,30: la pistola non è stata ancora trovata. Sequestrati i due bossoli, entrambi calibro 45: quello di piazza Esperanto e quello sparato contro il portone.
I militari li hanno confrontati, rilevando lo stesso calibro e la stessa marca. Contro Hudorovic anche le immagini delle telecamere di sorveglianza urbana: in orari ritenuti compatibili dagli investigatori, l’auto del commerciante era nei pressi dell’abitazione del responsabile della sicurezza. Le individuazioni fotografiche hanno fatto il resto. Non c’era flagranza ma gli indizi raccolti e il riconoscimento di chi era lì avevano indotto carabinieri e sostituto procuratore Salvatore Ferraro a chiedere un’ordinanza di custodia, disposta dal gip Giovanni Muscogiuri. Hudorovic è ancora in carcere ma i legali chiedono l’annullamento della misura cautelare. «Abbiamo portato una serie di elementi e prove – dice l’avvocato Montemaggi – che mostrano come lui non possa aver commesso le cose di cui è accusato».
E intanto si aggiorna lo stato delle indagini. Il 27 febbraio a Roma il Ris, reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, dovrebbe fornire i risultati degli accertamenti tecnici che erano stati effettuati sui residui dello sparo mediante stub. Un risultato che dovrebbe rivelarsi decisivo per appurare le eventuali responsabilità dell’indagato in merito allo sparo. — El. G.
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