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Rapina da centomila euro Il gip: «Pene troppo basse»

Pierluigi Sposato
Rapina da centomila euro Il gip: «Pene troppo basse»

Respinti gli accordi tra accusa e difesa, andavano da 2 anni e 4 mesi a 5 anni Il gioielliere era stato legato a una sedia e minacciato con una pistola

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FOLLONICA. Troppo poco per quei patteggiamenti. Sia i 2 anni e 4 mesi per le posizioni minori, sia i 5 anni per il caso ritenuto di maggiore responsabilità.

Il giudice Sergio Compagnucci ha respinto ieri mattina gli accordi raggiunti – prima della conclusione delle indagini preliminari - tra accusa e difesa per sei dei sette indagati nella rapina a mano armata alla gioielleria Malucchi di via Colombo, a Follonica (22 marzo dell’anno scorso), motivando la propria decisione per incongruità della pena rispetto ai reati contestati, alla gravità dei fatti, alla personalità degli indagati, alla contestazione (a tre indagati) delle recidive che impedirebbero l’applicazione del patteggiamento cosiddetto allargato (sopra i due anni).

Così per Arcangela Pellegrini, Gennaro Bassolino, Raffaele Milo, Luigi Alamaro, Domenico Tavano ed Erika Talone le carte tornano al pm Giampaolo Melchionna. Secondo i difensori degli indagati, la Procura potrebbe decidere di chiedere il rinvio a giudizio oppure di procedere a un nuovo “conteggio” delle pene. Fino a ieri, secondo gli accordi raggiunti alla fine del dicembre scorso, per Pellegrini la pena ritenuta equa era di 2 anni 4 mesi e 800 euro; per Bassolino 3 anni e 1.000 euro; per Milo 2 anni 4 mesi e 300 euro; per Alamaro 4 anni 8 mesi e 1.500; per Tavano 5 anni e 2.000 euro; per Talone 9 mesi e 300 euro. Per Rita Pirozzi il fascicolo procede separatamente.

Pene differenziate perché differenziate sono le responsabilità individuate dall’accusa. Ad Alamaro, Pirozzi, Tavano e una quarta persona rimasta ignota la Procura contesta la commissione materiale della rapina (oltre 100.000 euro il bottino, tra oro e argenteria prelevati anche dalla cassaforte – il titolare era stato immobilizzato e legato con del nastro adesivo su una sedia del retrobottega), per l’organizzazione della quale Pellegrini e Bassolino avrebbero fornito un supporto logistico in cambio di 2.000 euro e alcuni gioielli. Alamaro e Tavano (insieme a Pirozzi) avrebbero portato in luogo pubblico la pistola utilizzata per minacciare il gioielliere. Pellegrini, Bassolino e Milo si sarebbero impossessati (il giorno prima della rapina) dalla Panda posteggiata a Gavorrano. Talone avrebbe ricevuto (cinque giorni dopo la rapina) da Pellegrini, Bassolino e Milo 7 paia di orecchini in oro e 2 ciondoli sempre in oro, provento della rapina. Infine, anche a Milo è contestata un’ipotesi di ricettazione, per alcuni oggetti in oro (4 ciondoli, 3 orecchini e una collana) sempre portati via dalla gioielleria Malucchi e a lui consegnati da Pellegrini e Bassolino il giorno successivo alla rapina.

Le indagini avevano portato con il passare delle settimane all’individuazione dei presunti responsabili e all’emissione delle misure cautelari. Le ultime erano state quelle eseguite nell’ottobre scorso nei confronti di Alamaro, Tavano e Pirozzi. L’ipotesi che ha guidato i carabinieri è che la rapina avrebbe coinvolto persone del luogo (che avrebbero fornito i riferimenti utili) e persone provenienti da Napoli (che avrebbero anche compiuto un sopralluogo prima del colpo). —

Pierluigi Sposato



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