Sicurezza
Nuove grane per la piscina: rinviato il contratto definitivo
Dopo la pronuncia dell’Anac, che ritiene la gara irregolare, e il ricorso del Comune, l’impianto sarà gestito in forma provvisoria in attesa del giudizio del Tar del Lazio
GROSSETO. Sulla gestione della piscina comunale di via Lago di Varano a Grosseto pende la spada di Damocle del Tar del Lazio che dovrà dire se la gara di affidamento sia stata regolare o se, come ha sostenuto l’Autorità nazionale anti-corruzione (Anac), la procedura sarebbe stata viziata da una clausola del bando che consente al concessionario di appaltare a terzi i servizi tecnici e le lavorazioni previste dalla gara.
In attesa che il Tar definisca la questione – l’udienza è fissata per il 7 ottobre – il Comune ha deciso, in ogni caso, di affidare la sola gestione dell’impianto in via temporanea all’attuale gestore, la Olimpic Nuoto Napoli, che si era aggiudicata il bando e aveva iniziato a gestire la piscina con un affidamento temporaneo scaduto il 31 gennaio.
La città di Grosseto dovrà attendere ancora, dunque, prima di vedere i «risultati tangibili e concreti» decantati dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dall’assessore allo sport Fabrizio Rossi a settembre, all’indomani dell’avvenuta assegnazione ventennale dell’impianto di via Lago di Varano. I due amministratori avevano parlato di un risparmio di 180mila euro sulle spese annuali sull’utenza di cui si sarebbe dovuto fare carico il gestore, a cui si dovevano aggiungere 50mila euro di canone annuale e i lavori di efficientamento energetico per un totale di 330mila euro sempre a carico della Olimpic. Era stato calcolato un risparmio complessivo, in 20 anni, di circa 4,5 milioni che l’amministrazione avrebbe dovuto investire «in progetti e opere visibili e concrete per i cittadini».
Tutto rimandato almeno fino al 2021, tempi di giustizia permettendo. La gara, che prevedeva l’affidamento, in concessione per 20 anni, dei lavori di riqualificazione energetica con relativa progettazione definitiva ed esecutiva e del servizio di gestione della piscina comunale di via Lago di Varano, era stata bandita a fine maggio 2019, a inizio settembre l’aggiudicazione e a fine settembre la decisione di andare, intanto, a un affidamento temporaneo fino al 1º febbraio 2020 alla Olimpic prima di stipulare il contratto definitivo.
Nel frattempo, però, il 4 ottobre l’altro concorrente, la Virtus Buonconvento, ha chiesto all’Anac un parere precontenzioso sul provvedimento di aggiudicazione alla Olimpic Nuoto Napoli e, a novembre, l’Anac ha risposto dando torto al Comune sul presupposto «che la procedura attivata sia viziata ab origine ritenendo che la clausola del bando di gara che riconosce al concessionario la possibilità di appaltare interamente a terzi i servizi tecnici e le lavorazioni previste negli atti di gara, non sia conforme alla norma».
Il Comune ritiene, invece, di essere nel giusto e il 20 dicembre ha fatto ricorso contro l’Anac al Tar del Lazio e ha richiesto un procedimento urgente per non interrompere il servizio. Il giudice, in camera di consiglio, non si è pronunciato sulla sospensiva, ma ha accolto la richiesta del Comune di un’udienza pubblica che è stata fissata per il 7 ottobre 2020.
Una sentenza non è prevedibile prima della fine dell’anno e per il Comune si è posto il problema di come garantire la continuità del servizio, dato che non può stipulare il contratto definitivo con la Olimpic. La soluzione scelta è stata quella di un affidamento temporaneo della gestione alla Olimpic «per il periodo strettamente necessario alla definizione della causa in corso». Prudenzialmente l’affidamento è stato disposto fino a giugno 2021, con una clausola che riconosce al Comune la possibilità di recedere senza conseguenze al momento della pronuncia del Tar. La Olimpic pagherà un canone mensile di 410 euro più Iva fino al 30 giugno 2021, come si legge nella delibera. —
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