Il Tirreno

Grosseto

a processo

Vessazioni, minacce e violenze alla madre Condannato a 2 anni

Francesca Gori

La donna aveva chiesto l’intervento dei carabinieri denunciando le varie aggressioni e lesioni subìte in casa

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GROSSETO. Si era separato da poco e aveva deciso di tornare a casa della madre, rimasta vedova da un anno. Dopo qualche mese, anche suo fratello minore aveva interrotto la sua convivenza con una donna ed era tornato nell’abitazione dove erano cresciuti.

Il figlio maggiore però, che ha 47 anni, dopo più di un anno di convivenza senza grandi problemi, a partire dalla scorsa primavera, aveva cominciato ad avere nei confronti della madre un comportamento sempre più violento. Fino ad arrivare a sputarle in faccia mentre la donna stava dormendo. Fino a morderla, in due occasioni, una volta su una guancia e una volta su un avambraccio.

La donna, esasperata dalla continua violenza che era costretta a subire tra le mura della sua abitazione, da parte del figlio che ogni giorno fumava circa quattro canne e che era tornato evidentemente cambiato dopo essere stato arrestato in Israele, sempre perché aveva avuto anche là alcuni accessi di ira, aveva chiesto l’intervento dei carabinieri. Lo aveva fatto alla fine di un periodo terribile, durante il quale la donna aveva subito ogni genere di sopruso. Ora il quarantasettenne è stato processato per i reati di maltrattamenti e lesioni.

Fino a quando il figlio minore era rimasto in casa, il quarantasettenne non aveva mai alzato le mani addosso all’anziana madre, che soffre di una patologia cardiaca e che da anni combatte contro la leucemia. C’era l’altro figlio che interveniva, ogni qual volta che il fratello esagerava con le offese e con le minacce. «Che delusione che sei – le diceva – quando schianterai verrò a dirtelo sulla tomba e urinerò lì sopra». Frasi violente, cattive, minacce di morte continue, pronunciate anche quando la donna, una sera, era stata presa a ginocchiate e morsa su un avambraccio, dopo essere stata strattonata per i capelli, era riuscita a prendere il suo telefono e chiamare i carabinieri. Nonostante la presenza dei militari in casa che avevano potuto vedere con i propri occhi i segni della rabbia dell’uomo scaricati addosso alla madre, il quarantasettenne le si era rivolto di nuovo dicendole: «Questa me la paghi, te ne pentirai. Tanto stasera siamo soli io e te, te ne do talmente tante che ti ammazzo».

La donna non era mai riuscita a denunciarlo prima: per giorni era rimasta in casa senza uscire, dopo che il figlio al culmine di una lite, l’aveva morsa su una guancia.

Le era venuto un grande ematoma e si vergognava a farsi vedere in quel modo dalle altre persone. Anche durante la sua permanenza all’estero, il figlio violento continuava a mandare messaggi attraverso Whatsapp alla donna, per offenderla e per ribadirle il suo pensiero, ovvero che la donna non era stata una brava madre, augurandole più volte la morte.

Una volta tornato in Maremma, l’uomo, una notte, era entrato nella camera dell’anziana e le aveva sputato. «Visto che stanotte ti ho sputato?», si era vantato il giorno dopo. L’uomo, difeso dall’avvocato Simone Aldi, è stato rinviato a giudizio per il reato di maltrattamenti e lesioni. Maltrattamenti che all’udienza preliminare erano stati contestati all’uomo anche nei confronti del fratello minore, offeso più volte fino a quando era rimasto nella stessa casa. Il giudice per l’udienza preliminare Giovanni Muscogiuri lo ha assolto perché il fatto non costituisce reato ma lo ha invece condannato a una pena di due anni, due mesi e venti giorni con il rito abbreviato per le continue vessazioni, minacce e violenze contro la madre. —

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