Sicurezza
Ricezione turistica, la Maremma ancora a due velocità
Castiglione della Pescaia vola per numero di turisti e il resto della provincia arranca, per mancanza di strategia industriale che porti grandi flussi
L’ANALISI
massimiliano
frascino
Castiglione della Pescaia ha chiuso il 2019 col botto: superando per a prima volta il milione e mezzo di presenze turistiche. Cui ne vanno aggiunte altre 120mila nei 1.136 appartamenti registrati sulla piattaforma regionale (per 5.500 posti letto).
Castiglione della Pescaia è la stessa località turistica che ha dovuto rinunciare a ospitare una tappa del giro turistico femminile d’Italia dal 26 al 30 giugno di quest’anno. Perché a fronte di una richiesta di 400 camere, le strutture ricettive ne avrebbero messe a disposizione una cinquantina. A quel momento sarà praticamente già alta stagione. E quasi nessuno si è voluto “privare”… Mentre è andata meglio alla prova di Coppa del Mondo di Paraciclismo 2020, che si terrà sulle strade castiglionesi dal 26 al 30 maggio, per la quale i 400 posti letto sono stati trovati.
È il paradosso dell’abbondanza che affligge Castiglione della Pescaia, ma anche il segnale più evidente del fatto che in questa provincia si perdono occasioni perché il sistema ricettivo è ancora troppo frammentato. E composto in stragrande maggioranza di piccole strutture non in grado di offrire le accomodation richieste per eventi di medie e grandi dimensioni. Né ai tour operator internazionali, che vogliono grossi numeri per lunghi mesi dell’anno. In modo da programmare al meglio l’incoming per i loro clienti.
In altre parole, finché non si affronterà in modo organico il tema di una strategia industriale per portare in Maremma grandi flussi – magari con una cabina di regia pubblico/privato che attiri e smisti sul territorio eventi di dimensioni medie e grandi – le giaculatorie su stagione troppo breve, calo degli arrivi, bassa spesa media pro-capite, deficit infrastrutturali e quant’altro, saranno esercizi autoconsolatori.
Rimarranno però fatti non modificabili: una crescita irrisoria delle presenze (+0,2% dal 2009 al 2018, Irpet) e una provincia che da dieci anni insegue senza riuscirci l’obiettivo di superare i 6 milioni di presenze. Incapace di rosicchiare quote di mercato nonostante il contesto generalizzato di crescita del turismo. Salvo impatti ancora non prevedibili del Coronavirus.
Sullo sfondo l’impressione che il territorio viaggi a due o tre velocità diverse. Con la locomotiva Castiglione della Pescaia che macina presenze per politiche di medio periodo condivise col sistema ricettivo messe oramai a sistema, comprese quelle della mobilità sostenibile. Come nel caso delle iniziative tarate sullo sport nel periodo che precede l’alta stagione, e quelle per outdoor, cultura ed enogastronomia in quello successivo all’estate piena. Per quasi 200 occasioni di viaggio costruite in ogni angolo del Comune, impegnando un milione e 200mila euro di risorse pubbliche, 800mila dei quali provenienti dalla tassa di soggiorno.
La scelta più innovativa, però, l’amministrazione castiglionese ha iniziato a farla qualche anno fa, mettendo le mani sulla questione scabrosa degli affitti in nero nelle seconde case. Ad oggi sono emersi 1.136 appartamenti per 5.500 posti letto, con poco più di 120mila presenze lo scorso anno. Ma le seconde case nel paese costiero sono 9mila, ed è molto, molto improbabile che nelle altre 7.900 in estate vivano solo i proprietari. Motivo per cui con la Tari di quest’anno, il Comune invierà gli ultimi avvisi bonari per sollecitare chi affitti a registrarsi al portale regionale. Dopodiché passerà ai controlli a tappeto e alle maniere forti in caso d’irregolarità.
Qualcosa di simile all’evoluzione positiva della zona castiglionese, a lume di naso, avverrà nei prossimi anni nell’area delle colline del Fiora, grazie alla capacità di programmazione e traino che sembra poter esercitare la società di gestione delle Terme di Saturnia. Che si è data un obiettivo misurabile a tre anni. —
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