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«Salviamo le edicole» L’Udc chiede sgravi al governo e ai sindaci

Lina Senserini
«Salviamo le edicole» L’Udc chiede sgravi al governo e ai sindaci

Nell’arco di dieci anni in provincia di Grosseto  ha chiuso il 25% delle attività La proposta di Pierandrea Vanni e di Gian Luigi Ferrara

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«A Grosseto e provincia le edicole sono passate dalle 137 del 2010 alle attuali 102, con una riduzione di oltre il 25 per cento. È un dato molto preoccupante perché ogni edicola che chiude, oltre ai posti di lavoro, significa perdere uno spazio di informazione e di confronto». Il grido d’allarme arriva da Pierandrea Vanni, commissario provinciale dell’Udc e da Gian Luigi Ferrara, vice commissario provinciale vicario dell’Udc.

I numeri sono stati raccolti spulciando dieci anni di registri della Camera di Commercio, dal 2010 agli ultimi dati fino al 30 settembre 2019, «relativi alle edicole attive – spiega Vanni – e non a altre attività commerciali come bar, supermercati o tabacchini che vendono anche i giornali, ma che certo non sostituiscono le edicole nelle loro molteplici funzioni». Il risultato è un quadro desolante sullo stato di salute di quelle che da sempre hanno rappresentato un punto di contatto e di scambio. Complice la disaffezione dalla lettura, ma ancor di più l’accesso telematico ai quotidiani e a gran parte delle riviste, la crisi, i costi di gestione delle attività commerciali. Il calo maggiore si è registrato a Grosseto città (da 55 edicole nel 2010, a 39), ma la situazione è diffusa equamente in tutta la provincia, con un solo comune in controtendenza: Massa Marittima, dove le edicole sono passate da cinque a sei. A Follonica erano 18 nel 2010 e sono passate a 13 nel 2019, a Orbetello, da 10 a cinque, mentre in nove comuni sopravvive una sola edicola «la cui eventuale e deprecabile chiusura creerebbe il vuoto», aggiunge preoccupato Vanni. Sono Arcidosso, Castel del Piano, Cinigiano, Magliano in Toscana, Pitigliano (qui l’edicola di piazza della Repubblica ha chiuso il 31 dicembre), Roccalbegna, Santa Fiora, Sorano e Monterotondo Marittimo, mentre in altri sei comuni le edicole proprio non ci sono più: Semproniano, che nel 2010 ne aveva tre, Seggiano, Montieri, Campagnatico e Isola del Giglio. A Paganico, la storica edicola Montemaggi di piazza della Vittoria, dove il vecchio gestore Silio, fino alla fine degli anni Ottanta aveva un laboratorio di rilegatoria nel retrobottega, ha chiuso i battenti alcuni mesi fa. Ora i giornali si possono comprare di fronte, al Caffè Bonari, e nel piccolo negozio di Silio si vende frutta e verdura. Chiuse due edicole anche a Castiglione della Pescaia e cinque a Follonica. «Nel rinnovare l’appello ai Comuni – scrivono Vanni e Ferrara – perché introducano sgravi consistenti sulle tasse di competenza comunale, e alcuni passi in questa direzione si stanno facendo come è il caso del capoluogo, l’Udc della provincia di Grosseto ritiene che il governo debba varare urgentemente un pacchetto di misure a sostegno dell’intero settore dell’informazione, con particolare riferimento ai quotidiani e tenendo conto anche delle edicole. In tal senso abbiamo chiesto ai parlamentari dell’Udc di svolgere un’opera di sollecito e di proposta nella consapevolezza che vada fatto il possibile perché non si chiudano altri spazi di pluralismo. In questo quadro anche la Regione dovrebbe fare la sua parte per garantire l’arrivo dei giornali nelle zone disagiate interne e montane come nelle piccole frazioni». –

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