Il Tirreno

Grosseto

orbetello 

In due sotto processo per circonvenzione di un’anziana donna

P.S.
In due sotto processo per circonvenzione di un’anziana donna

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Sono stati rinviati a giudizio con l’ipotesi di circonvenzione di incapace. Sono rispettivamente la badante e il medico curante, beneficiari dei testamenti sottoscritti da un’anziana orbetellana; secondo le accuse, si sarebbero approfittati dello stato di salute della donna e nell’ultimo testamento sarebbero state completamente estromesse le sorelle superstiti.

Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha disposto il processo per Maria Cojocaru, 61 anni, e Talal Alhusaini, 75 anni. Dovrà essere il dibattimento (sarà il giudice Andrea Stramenga a occuparsene dai primi di aprile) a chiarire se sono stati commessi reati. Il gup osserva che effettivamente ci sarebbero degli elementi che potrebbero far pensare a una decisione libera da parte dell’anziana ma che c’è un contrasto - e dovrà essere il Tribunale a risolverlo, eventualmente affidando una perizia - sullo stato di suggestionabilità della donna tra quanto sostenuto dal consulente dell’accusa e le condizioni descritte da una relazione neurologica. Il gup rileva anche una discrepanza nelle dichiarazioni del medico a proposito del momento in cui era venuto a conoscenza del testamento redatto a suo favore.

I due testamenti risalgono al 2011 e al 2013. La prima volta Cojocaru avrebbe condotto la donna nello studio del notaio per redigere un testamento che ne revocava uno precedente: in questa circostanza, nipoti, sorelle, badante e medico erano indicati eredi in misure differenti. La seconda volta la donna era stata di nuovo portata da Cojocaru nello studio del notaio per un nuovo testamento, con il quale la badante stessa e il medico venivano nominati unici eredi, ciascuno al 50 per cento (in precedenza 30 e 20 per cento).

Nella stessa circostanza, il gup ha dichiarato il non doversi procedere per il notaio, assistito dall’avvocato Alessandro Antichi: il fatto non sussiste. Gli era stato contestato il falso ideologico per quanto era stato indicato nell’atto e cioè che la testataria non poteva parlare. Ma i testimoni presenti, tra l’altro parenti dell’anziana donna, avevano confermato la veridicità del contenuto dell’atto firmato dal notaio. — P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca