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Giani: «Tirrenica e Due Mari devono essere le priorità»

Lina Senserini
Giani: «Tirrenica e Due Mari devono essere le priorità»

Il candidato alla Regione per il centrosinistra a Grosseto per la campagna di ascolto

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GROSSETO. Sanità, ambiente, infrastrutture, sviluppo economico, cultura e lavoro. Ma soprattutto, mai più una Toscana a due velocità. Eugenio Giani non ha dubbi sul futuro della Maremma e sui temi che davvero contano nella corsa alla poltrona della presidenza regionale toscana. Il candidato governatore del centrosinistra ha fatto tappa ieri a Grosseto, dove è stato accolto da oltre 350 persone, stipate nel salone delle feste dell’hotel Granduca.

Un vero e proprio bagno di folla per Giani, con tutto il centrosinistra, vecchia e nuova guardia, con il segretario del Pd Giacomo Termine e il consigliere Leonardo Marras in testa, compatto e forte del risultato dell’Emilia Romagna che rilancia un modello di governo europeista, attento al lavoro, ai bisogni dei cittadini, inclusivo e aperto. Un successo in questo primo appuntamento “pre-campagna elettorale”, ha tenuto a precisare Giani, che lo ha definito «una campagna di ascolto e di confronto sui territori».

E non è un caso che sabato scorso fosse a Massa Carrara e ieri a Grosseto, le due province alle estremità nord e sud della Toscana, poiché il centrosinistra si presenta al giudizio delle urne con un’idea precisa della Regione: sempre più solidale, diffusa, attenta alle specificità territoriali, al centro come alla periferia, con la stessa attenzione e le stesse opportunità per tutte le aree. «Ci aspetta un impegno importante, una campagna elettorale complessa, dove nulla sarà dato per scontato e dove la nostra presenza sarà fondamentale. Sappiamo da che parte stare e siamo consapevoli che il centrosinistra unito può vincere», ha detto. E su questo tema, incalzato dalle domande dei giornalisti smorza su un’eventuale polemica con Matteo Renzi, ma non risparmia una battuta sull’ipotesi di una candidatura dell’ex presidente del Consiglio come capolista di Italia Viva. «Renzi lo conoscete tutti, se non fosse così non sarebbe lui!», scherza Giani. «Un po’ di dialettica vivace e la proposta di rimettersi in gioco per cambiare le previsioni ci deve essere sempre. In realtà con Matteo abbiamo un rapporto molto costruttivo, impostato fin da quando il mio nome venne fuori come elemento di sintesi nella candidatura del centrosinistra. Le cose stanno andando bene, non era mai successo che riuscissimo a mettere insieme diciotto sigle politiche in Toscana».

Su M5s, invece, il rammarico di non aver raggiunto un accordo, malgrado la ricerca di un punto di convergenza a cui, alla fine, è stata opposta la candidatura di Irene Galletti. «Resta comunque la mia massima apertura al confronto anche per un’ipotesi di ballottaggio», aggiunge Giani. Più caustico nei confronti del centrodestra, in alto mare dopo che Antonfrancesco Vivarelli Colonna, più volte indicato come lo sfidante, si è sfilato dalla corsa. «Mi chiedo coma possa essere credibile un centrodestra toscano che si fa eterodirigere da Roma nella scelta del partito prima, del candidato poi, senza un confronto dal basso, con gli elettori e con gli amministratori locali. È avvilente e umiliante».

Ma è sui temi caldi del territorio che Giani si fa ancora più incisivo. «Ero qui a protestare mesi fa, insieme ai sindaci perché la Tirrenica diventi una priorità. Questa infrastruttura deve essere al primo posto nell’agenda di governo, così come la Due Mari, che va completata nel più breve tempo possibile. Come considero una assoluta priorità la strada del Cipressino che collega la Maremma con l’Amiata».

E sulla sanità, tema caldissimo, Giani è molto chiaro. «Insieme al capogruppo Pd, Leonardo Marras, abbiamo lavorato e lavoreremo sulla valorizzazione dell’ospedale di Grosseto, sui servizi territoriali, sulla sanità diffusa, che saranno gli obiettivi fondamentali del prossimo assessore. Abbiamo grandi potenzialità – conclude – e professionisti di alto livello, ma in questa legislatura è emersa prepotente anche la necessità di un diverso rapporto con il territorio. Ed è qui che la sanità regionale dovrà investire per avvicinarsi ancora di più ai bisogni e migliorare i servizi ai cittadini». —

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