Sicurezza
Cala Galera, ipotesi di turbativa d’asta. Indagine sull'ex sindaco
Monte Argentario, Arturo Cerulli ha ricevuto con altri l’avviso di una proroga: «Ma se si tratta della concessione quel reato non può esistere»
MONTE ARGENTARIO Scusi Arturo Cerulli, ma lei ha ricevuto un avviso di garanzia? «Avviso di garanzia? No. Ho ricevuto una carta dagli uffici giudiziari ma non è un avviso di garanzia. E io non ho nominato alcun avvocato perché non ce n’è alcun bisogno». E di che cosa si tratta? «Credo di una proroga di indagini. Ecco, sì, mi è arrivata il 31 dicembre, questo lo ricordo. C’è scritto che il reato dovrebbe essere turbativa d’asta».
L’ex sindaco di Monte Argentario conferma l’esistenza di un fascicolo: non ne ha certezza perché ancora la Procura non ha richiesto la sua partecipazione a questa prima fase delle indagini, sotto qualsiasi profilo, ma dovrebbe trattarsi della concessione alla Marina di Cala Galera, un prolungamento di trenta anni (l’atto è del maggio 2017) per la gestione del porto turistico. «Però attenzione: non è un prolungamento della concessione. È una rideterminazione - tiene a specificare Cerulli - E per questo non capisco come si possa parlare di turbativa d’asta. Per un atto di questo genere non c’è stata un’asta, non poteva esserci un’asta».
Aveva dichiarato già tre anni fa l’allora sindaco queste testuali parole, pubblicate sul nostro giornale: «La Capitaneria di porto nel 2007 aveva già espresso il parere positivo rispetto alla rideterminazione del contratto. Ma non si parla di proroga né di rinnovo, la concessione è stata rideterminata visto che arrivava fino al 2020. Poi dal 2007 i poteri sono passati al Comune. In quel periodo c’era il commissario e poi siamo arrivati noi. Abbiamo avuto anche dubbi perché volevamo che prima si facesse il piano regolatore del porto, poi alla fine siamo arrivati all’atto d’indirizzo».
Prima la delibera di giunta, poi la firma sui documenti per una gestione di altri tre decenni. «Ci sono altri sotto indagine? Sì, ma non faccio i nomi», dice Cerulli. Si comprende però che potrebbe essere oggetto di accertamento la struttura comunale dell’epoca, nelle varie articolazioni previste dall’iter, che aveva avuto a che fare con la procedura che aveva prodotto la cosiddetta «rideterminazione». Cerulli deduce, dalla notifica che gli è stata fatta, soltanto che c’è un’inchiesta in corso, non che qualcuno ha sporto denuncia: «Ma non so nulla di nulla, ripeto. E dico anche di più: non sono neanche preoccupato».
Se ci fosse stata anche soltanto un’acquisizione di atti negli uffici comunali in merito a Cala Galera, nel corso del suo mandato (Cerulli è stato sindaco fino al giugno 2018), lei lo avrebbe saputo: «Mah, di questo non so nulla. E comunque ci sono stati anni in cui le acquisizioni di documenti, se non i sequestri veri e propri, erano all’ordine del giorno, in Comune...». —
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