Il Tirreno

Grosseto

l’omicidio di gavorrano 

Scarcerazione di Sonia Santi annullata dalla Cassazione

Francesca Gori
Scarcerazione di Sonia Santi annullata dalla Cassazione

I giudici della Suprema corte hanno rimandato gli atti al tribunale del Riesame Un’udienza per valutare di nuovo le condizioni di custodia della donna

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Sulla testa di Sonia Santi, la donna di 34 anni di Suvereto accusata di concorso anomalo in omicidio per la morte di Bouazza Jarmouni, il venticinquenne spacciatore nordafricano ucciso nel bosco a Gavorrano, è tornata a pendere la spada di Damocle del tribunale del Riesame.

I giudici della corte di Cassazione, due giorni fa, hanno accolto il ricorso presentato dal sostituto procuratore Anna Pensabene che sta coordinando le indagini dei carabinieri sull’omicidio avvenuto la scorsa estate ai bacini di San Giovanni, nei boschi del Filare, annullando il provvedimento del tribunale del Riesame di Firenze che aveva scarcerato la donna il 6 settembre, spiegando che le dichiarazioni rese dalla trentaquattrenne al giudice per le indagini preliminari, erano state ritenute attendibili.

L’avvocato della donna, Loredana Giuggioli, aveva infatti presentato una richiesta di riesame rispetto all’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci. Sonia Santi era stata rinchiusa nel carcere di Sollicciano, dove era stata risentita di nuovo dal gip al quale aveva fornito ulteriori indicazioni su quello che sarebbe successo la sera dell’11 agosto, quando era andata insieme a Mirko Meozzi, nel bosco al Filare, per comprare droga. Lì però, visto che i soldi erano pochi, i due avrebbero tentato di rapinare il giovane spacciatore. Rapina finita nel sangue: Jarmouni è stato ucciso con un colpo di pistola alla schiena mentre suo cugino, Rahaal Eljamouni, 19 anni, era rimasto gravemente ferito.

Dopo la scarcerazione Sonia Santi era potuta tornare nella casa dove vive con il fidanzato e stava ora cercando lavoro. La sentenza della Corte di Cassazione però, rimescola di nuovo le carte.

La donna non era nemmeno stata messa agli arresti domiciliari: i giudici del Riesame avevano creduto al suo racconto. Aveva accusato Meozzi di aver sottratto la pistola che la trentaquattrenne deteneva regolarmente, dalla sua camera da letto, una sera che l’uomo era andata a trovarla. Meozzi invece, ha sempre sostenuto che era stata la Santi a portare la pistola nella sua auto all’appuntamento con lo spacciatore e che a fare fuoco era stata la donna.

Le motivazioni che hanno spinto i giudici della Suprema corte ad annullare il provvedimento grazie al quale la trentaquattrenne suveretana era stata scarcerata verranno depositate nei prossimi giorni e solo allora sarà possibile fissare la data dell’udienza al tribunale del Riesame che dovrà decidere se applicare qualche misura cautelare nei confronti della donna oppure lasciarla ancora libera. —



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