Il Tirreno

Grosseto

piazza marconi 

Stazione: pochi stalli e la sosta è selvaggia

Elisabetta Giorgi
Stazione: pochi stalli e la sosta è selvaggia

Davanti allo scalo parcheggi inadeguati per le auto e nessuno per gli scooter. Birilli divelti, ringhiere piegate e rifiuti tra le bici

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GROSSETO. La zona della stazione di Grosseto si prepara a veder rivoluzionato di nuovo il proprio assetto con l’arrivo della megasede di Acquedotto del Fiora (5 milioni di euro) che sorgerà a fianco dello scalo, ma intanto in piazza Marconi restano irrisolti alcuni nodi legati a sosta e viabilità. Pochi posti auto, nessuno stallo per scooter e moto. I disagi per la piazza che ha visto in questi anni un corposo restyling sono sempre all’ordine del giorno, come segnalato da più parti dai pendolari.

I birilli

Copione ormai noto, i “birilli” separatori tra le aree pedonali e la strada a ridosso del fabbricato viaggiatori finiscono spesso a terra. L’ultimo caso è fresco: in questi giorni ce n’è uno in attesa di essere rimesso in piedi. Forse per colpa di qualche suv (sono bassi e vederli non è facile) o di qualche teppistello di passaggio. Del resto non è difficile stenderli: ad ancorarli al suolo è solo un piccolo perno, un gancetto piuttosto esile come si nota dal “birillo” capovolto. Alcuni traballano. In genere sono legati tra loro da catene, qua e là sparite. La ditta incaricata delle manutenzioni interviene ogni volta che riceve la segnalazione.

Posti moto

Nella piazza non c’è ancora nessuno stallo per scooter e moto. I guidatori delle due ruote sono costretti ogni volta a parcheggiare in divieto, per esempio di fronte all’ufficio postale dove c’è il cartello divieto di sosta. Sono molti a raggiungere lo scalo ferroviario con gli scooter data l’insufficienza di posti auto.

Posti auto

Trovare un posto auto alla stazione è quasi sempre un’impresa eccezionale. Solo a contare il numero di giri con la macchina per scovare uno stallo libero (a costo di perdere il treno) e le decine di auto posteggiate in corrispondenza dei divieti di sosta, l’inadeguatezza del “nuovo” parcheggio resta evidente. Ormai da tempo. I pendolari sono spesso costretti a soste improvvisate, nei marciapiedi o nelle corsie dedicate esclusivamente ad altri mezzi. Circa un centinaio i posti ufficiali consentiti: diverse altre decine ne servirebbero. Ma dove? C’è chi trova fin troppo ampia la parte “pedonale” al centro della piazza e azzarda un suggerimento su come impiegare spazi inutilizzati. «Non potevano essere ricavati altri posti auto e altre corsie sui lati delle “fontane”?». Ogni giorno una fila di vetture è piazzata regolarmente in divieto di sosta nella corsia riservata ai taxi e ai mezzi autorizzati. Altre macchine sono in curva, fuori dagli stalli. Nel parcheggio “ufficiale” c’è una striscia divisa in stalli bianchi in cui è consentita la sosta di soli 15 minuti, «tempo che, data la distanza dal fabbricato, a volte non ci basta nemmeno - dicono un paio di pendolari - per andare a fare il biglietto del treno e tornare alla macchina: la sosta breve sarebbe più giusta vicino alla biglietteria...». Anche nelle corsie ai due lati delle fontane zampillanti da terra vige la sosta libera di 15 minuti: le auto si incolonnano con casualità, non essendo disegnati gli stalli. I motociclisti cercano spesso di ritagliarsi un posto qua, casualmente.

Posti bici

La solita rastrelliera vicino al fabbricato della biglietteria (sulla destra) è intasata quasi sempre di bici (compresi i soliti rottami legati alle cancellate). Più avanti, davanti al terminal dei bus, c’è un’altra rastrelliera con decine di posti: questa invece è quasi sempre vuota perché più distante. E pure sporca. In terra ci sono lattine e cartacce.

Vandalismi e bivacchi

All’estremità del parcheggio (sulla destra guardando la biglietteria) ci sono balaustre piegate. Forse sono atti vandalici. Poco oltre la recinzione, nell’area di Fs dove sorgeva il vecchio “mandriolo” in cui erano caricati gli animali, materassi e resti di bivacchi. —

Elisabetta Giorgi

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