Sicurezza
«Prudenza, non è detto che siamo più ricchi»
Grosseto. Una rondine non fa primavera e, soprattutto, un dato – o una tendenza – non può bastare per leggere l’andamento di un sistema economico. Secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic, in controtendenza rispetto al resto della Toscana, nel 2019 in provincia di Grosseto è cresciuto (+2, 4%) il consumo di beni durevoli: i maremmani avrebbero acquistato con più slancio rispetto agli altri toscani (ma anche alla media italiana +2,1%) auto usate e moto, elettrodomestici e mobili.
A caldo, la percentuale di incremento «potrebbe indicare che i grossetani hanno ricominciato a spendere – nota Marco Festelli, vicepresidente nazionale di Confconsumatori e responsabile di Confconsumatori Toscana e Grosseto – e il miniritorno di fiamma sarebbe un segnale positivo».
Festelli è però prudente: «Il dato – aggiunge – potrebbe però anche significare che, non avendo fatto in passato un ricorso massiccio al credito al consumo come retaggio di una cultura rurale per cui si spende se ci sono le possibilità ma senza fare debiti, i grossetani acquistano adesso, magari utilizzando proprio il credito al consumo perché hanno scarsa liquidità».
L’incremento, poi, potrebbe essere anche l’effetto di un “patto commerciale” stipulato tra le finanziarie che prestano soldi per questo genere di acquisiti e le grandi catene che vendono beni durevoli: «Penso per esempio – descrive Festelli – al “tasso zero” che accompagna molte promozioni concentrate soprattutto nel periodo natalizio offerte dalle grandi catene di elettrodomestici e elettronica di consumo, che ormai anche a Grosseto sono ampiamente presenti». –
G. M.
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