Il Tirreno

Grosseto

l’iniziativa del sinagi 

Luci accese nella notte per sostenere le edicole

Francesca Ferri
Luci accese nella notte per sostenere le edicole

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grosseto. Molto più di un punto di vendita di giornali e riviste. L’edicola è un luogo d’incontro sociale, un presidio territoriale, un elemento irrinunciabile del panorama cittadino e dei paesi. Che, però, sta attraversando un periodo complicato.

Ed è per far luce sulle difficoltà degli edicolanti che domani sera a Grosseto i chioschi rimarranno accesi per tutta la notte.

Il capoluogo maremmano aderisce così alla campagna “La notte delle edicole” che il sindacato Sinagi lancia in tutta Italia e che, altrove, vedrà anche edicole aperte fino alle 23 e incontri con i cittadini e gli amministratori locali. L’iniziativa prevede anche una raccolta di firme da consegnare al capo dello Stato.

«A Grosseto aderiamo in questo modo all’iniziativa», spiega Gianluca Galgani, segretario provinciale del Sinagi, che in provincia conta 45 edicole. «Il contratto nazionale è fermo da alcuni anni, la prospettiva di un accordo appare lontana e il continuo avvicendamento dei governi non aiuta – spiega –. Come se non bastasse, le nuove normative sull’obbligatorietà del Pos ci penalizzano, e in questo quadro ci si mette anche il calo di vendite dei giornali in formato cartaceo».

Le richieste salienti riguardano, innanzitutto, la revisione degli aggi, ovvero la quota del prezzo dei giornali che resta all’edicolante. «Oggi si aggira sul 18% lordo – dice Galgani – al quale vanno però tolte le spese. Chiediamo che venga aumentato».

C’è poi il nodo dei pagamenti telematici. «Io sono favorevole al Pos, ma non con queste commissioni – dice il segretario –. Faccio un esempio: sulle ricariche telefoniche io ho un guadagno dell’1%, ma le commissioni sono in media del 2% quindi io faccio un servizio a rimessa. E non posso rifiutare a un cliente di pagare con il bancomat, altrimenti pago la multa». Per di più di recente è entrata in vigore la possibilità di detrarre la spesa per gli abbonamenti al trasporto pubblico nella dichiarazione dei redditi, purché sia tracciabile, cioè pagata con il Pod. «Va benissimo – dice Galgani – ma il problema è che l’edicolante che vende l’abbonamento ci rimette». L’incremento dei lettori digitali, poi, ha fatto il resto.

E questo a fronte di un lavoro durissimo, che non si cura nel freddo pungente d’inverno o del caldo torrido l’estate, né degli orari. «Io, come tanti colleghi, attacco la mattina alle 5.45 e stacco alle 19.30, no stop», dice Galgani. Un sacrificio per dare alle persone un diritto sacrosanto, sancito dalla Costituzione: quello di informarsi. Tanto che il Sinagi definisce l’edicola «una lanterna accesa sulla democrazia». E non solo.

«L’edicola ha dovuto allargare sempre di più la gamma dei suoi servizi», dice ancora Galgani. Vi si possono acquistare cancelleria, biglietti, ricariche, fotocopie, bollettini, ritirare pacchi Amazon, addirittura attivare alcune Sim.

«L’edicola è un luogo di incontro sociale e un presidio territoriale insostituibile», conclude Galgani. A tutti i cittadini va dunque l’appello a sostenere il loro lavoro e la loro stessa esistenza. —

Francesca Ferri

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