Proteste
Le antiche sughere rischiano di sparire
A dare l’allarme gli ambientalisti dell’associazione La Duna dopo la potatura alla quale sono stati sottoposti gli alberi
C’era una volta un lungo filare di sughere che costeggiava la ferrovia di Follonica e ora forse non ci sarà più: l’allarme arriva dall’associazione ambientalista la Duna che mostra, con due fotografie emblematiche, un viale caratterizzato da un verde rigoglioso e, in seguito ad un intervento quantomeno drastico, un filare di alberi potati.
Si tratta delle sughere di Pratoranieri che da più di un secolo danno un aspetto caratteristico a via Isola di Caprera e via Don Sebastiano Leone. Esempio degli ultimi alberi della macchia mediterranea che un tempo si trovava dove ora sorge il quartiere Pratoranieri.
I primi interventi di potatura sono iniziati la scorsa estate, quando un grosso ramo di una delle sughere era caduto a terra bloccando il traffico. Il ramo era caduto di notte ed era stato il comico Alessio Kagliostro, che si era trovato a passare di lì con la sua auto, a fare la segnalazione: «Mentre tornavo a casa, improvvisamente un albero davanti a me è caduto senza pioggia e senza vento. Sarà il caso di verificare come stanno gli altri? Che non sia accaduto niente a nessuno è stato un vero miracolo». Queste le parole che il comico toscano aveva scritto sulla sua pagina Facebook.
A gestire gli alberi che costeggiano i binari del treno è Ferrovie dello Stato. La presenza di vegetazione infestante a ridosso delle linee ferroviarie rappresenta un notevole pericolo per la circolazione dei treni, a causa del rischio incendi, ma soprattutto del rischio di danneggiamento dell’infrastruttura, e Ferrovie proprio per questo motivo gestisce il verde lungo i binari. In occasione del crollo l’azienda era intervenuta facendo tagliare i rami che avrebbero potuto comportare un rischio sia per la sicurezza della strada che dei binari. Le sughere che costeggiano la ferrovia che attraversa Pratoranieri sono però molto numerose e l’intervento di potatura è ripreso già da tempo. Sono molti gli operai che, anche di domenica, stanno procedendo alla potatura degli alberi in questione.
Intervento che è stato ritenuto drastico dall’associazione ambientalista che oggi teme per il futuro delle piante. «Nel corso del boom edilizio degli anni ’60 e nei successivi decenni – dice l’associazione – il bosco ha ceduto alle villette e ai palazzi che vediamo oggi. Le sughere e i pochi pini erano rimasti un ricordo del passato, una ricchezza ambientale che sarebbe stata da tutelare. Invece dall’estate scorsa è partito l’attacco finale, complice un ramo caduto sulla strada (senza conseguenze per nessuno e niente) e, prima con una potatura radicale e poi con il colpo che stanno dando in questi giorni, un ulteriore riduzione che non potrà che vedere la morte certa del centinaio di alberi interessati».
Le piante trattate dagli operai oggi sono completamente prive di rami e la paura è che l’intervento abbia comportato un danno irreparabile: «La regione Toscana nel 2015 indicò i criteri di difesa degli alberi e dei filari di alberi monumentali per tutelare quelle piante imponenti o importanti per il territorio – fa sapere l’associazione – I comuni dovevano recepire e preparare elenchi ma a vedere i risultati non crediamo sia stato fatto. E noi perdiamo un altro pezzo di natura». —
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