Gioco
Dall’orrore alla speranza, il messaggio di Servi «La brava gente lottò contro la meschinità»
La presidente della Piccola Gerusalemme ha commosso la platea. A Renzoni e Simi consegnata una medaglia d’onore
pitigliano. Memoria, storia, commozione. Ieri a Pitiglianosi è celebrato il Giorno della memoria, istituito vent’anni fa per tenere vivo il ricordo dell’eccidio degli ebrei da parte dei nazisti. Il teatro Salvini, gremito dagli studenti dell’Isis Zuccarelli, ha ospitato l’iniziativa promossa in modo congiunto dalle amministrazioni comunali di Pitigliano e Sorano rappresentate dai sindaci Giovanni Gentili e Pierandrea Vanni con i gonfaloni.
Il prefetto di Grosseto Fabio Marsilio ha scelto di essere presente e lo ha fatto con un intervento rivolto in particolare agli studenti, terminando con le parole della canzone Auschwitz di Guccini: «Io chiedo quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà». Sono intervenuti la professoressa Luciana Rocchi per l’Isgrec e lo storico Franco Dominici.
Il momento centrale è stato l’intervento di Elena Servi, presidente dell’associazione Piccola Gerusalemme di Pitigliano e memoria storica straordinaria. Aveva 8 anni quando entrarono in vigore le leggi razziali e ha raccontato la propria storia personale citando le ferite umane conseguenti alle leggi razziali che le impedivano anche di andare a scuola ma anche le tante persone che l’hanno aiutata e sostenuta mettendo talvolta a rischio la propria incolumità. Come quando i gerarchi nazisti andarono dal padre di una sua amichetta, coetanea, per intimargli di vietare alla figlia di continuare a vedere Elena, perché ebrea. «Lui disse: “Mia figlia ci ha sempre giocato e continuerà a farlo” – ha ricordato la signora Servi –. La brava gente ha lottato contro la meschinità». Il racconto di Elena Servi è stato straordinario anche perché ha collegato con chiarezza e lucidità gli episodi di vita personale con gli episodi che caratterizzarono la storia di quel nefasto periodo. Per lei il pubblico si è alzato in piedi e l’ha applaudita a lungo, alcuni si sono commossi e il moderatore Paolo Mastracca, vicesindaco di Pitigliano, l’ha definita «patrimonio dell’umanità». Il prefetto ha poi consegnato la medaglia d’onore alla memoria ai parenti di Italo Renzoni e Antenore Simi, deportati e internati nei lager nazisti. Poi il prefetto, il capo di gabinetto Sergio Di Iorio, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Carlo Bellotti, il vicario della questura Rosa Angelo e il tenente colonnello della finanza Luca Fanicchi sono andati nella sinagoga di Pitigliano con il sindaco Gentili. Intanto a Sorano si è svolta una cerimonia con il sindaco Vanni, una delegazione della giunta, il vicesindaco di Pitigliano Mastracca e il parroco don Antonio Minucci per rendere omaggio alla lapide posta all’ingresso del ghetto ebraico che ricorda il sacrificio di Jenni e Goffredo Passigli nati a Sorano e catturati dai nazisti a Firenze. —
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