Sicurezza
Addio al chirurgo Frangini, innamorato del mare
porto santo stefano. In quell’ospedale dove per decenni è stato lui a prendersi cura dei pazienti, è tornato qualche giorno fa. Aveva 94 anni, Gualtiero Frangini, luminare della chirurgia che era stato il vice primario di Lorenzo Ciabatti: un’equipe d’oro, quella composta dai due medici chirurghi, che avevano portato in alto il nome dell’ospedale San Giovanni di Dio.
Gualtiero Frangini è morto sabato sera e ieri pomeriggio il feretro del medico è stato portato al cimitero di Porto Santo Stefano, il paese dove aveva scelto di vivere. Il novantaquattrenne veniva da Firenze ma amava il mare. Era un sommozzatore espertissimo e aveva sempre diviso la sua passione per la medicina con quella per le barche e per le profondità. A ricordarlo è anche il dottor Mauro Massucci che entrò come internista e gastroenterologo nel 1973 quando Frangini era l’aiuto del professor Ciabatti. «Era un genio – dice Massucci – era figlio del direttore del Conservatorio di Firenze e come tale un melomane. Conosceva benissimo la musica e gli spartiti anche i più antichi: li collezionava. Era una persona davvero incredibile».
Frangini non solo amava la musica ma era un conoscitore di lingue straniere. «Parlava l’inglese come se fosse italiano – ricorda Massucci – Sapeva il russo, il tedesco e ultimamente si era messo a studiare anche il cinese. Aveva una grande propensione per la matematica ed era anche un grecista».
Massucci ricorda i confronti fra Frangini e suo padre che invece era un latinista. Momenti indimenticabili. «Era un appassionato dell’antichità e recitava i lirici greci come nulla fosse - dice - Un uomo di così grande cultura io non l’ho più conosciuto». Frangini amava moltissimo la vela, aveva una barca con la quale girava il Mediterraneo. «Era anche andato, insieme ad alcuni amici, a ritirare una grossa barca in America e l’ha portata fino a Porto Ercole. Era un grande sommozzatore - racconta - Andava con le bombole d’ossigeno in profondità. Una persona che valeva tanto e una di quelle persone che non dovrebbero mai invecchiare» . Frangini amava la professione di medico. Abitava addirittura in ospedale e faceva guardie di 24 ore. L’ospedale di Orbetello con medici come Frangini e Ciabatti ha raggiunge livelli altissimi di professionalità.
Il dottor Frangini aveva però anche un cuore enorme, tanto da aver deciso di mettere la sua professionalità a disposizione di chi non aveva nulla. Per questo aveva deciso di andare in Somalia dove aveva lavorato in un ospedale. «Raccontava quello che gli era successo e che aveva dovuto curare una persona quasi fatta a brandelli da un leone», dice ancora l’ex collega. Un uomo unico che tutti ricordano con grande piacere. «Era stato un grande sostenitore del Pci - conclude Massucci – ma frequentava anche i salotti importanti di persone che la pensavano molto diversamente da lui. La sua cultura era talmente grande che non importava se le idee erano diverse. Era un onore e un piacere avere ospite il professor Frangini». — I.A.
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