Sicurezza
Sos dall'Amiata: «Niente neve, la stazione sciistica è a rischio»
Allarme degli operatori: il clima caldo e la mancanza di aiuti dalla Regione minacciano la sopravvivenza del polo turistico
CASTEL DEL PIANO. Temperature di almeno cinque gradi sopra lo zero, acqua a catinelle, stagione quasi preprimaverile. In Amiata la neve non c’è e, pare, che nemmeno ci sarà nei prossimi giorni, visto che le previsioni segnalano un innalzamento delle temperature. Operatori disperati e duramente colpiti dall’assenza di una stagione che aspettavano come la manna dal cielo.
«La stazione è a rischio sopravvivenza – sbotta Stefano Papi, coordinatore di Isa impianti – noi abbiamo sparato neve quando è stato possibile, ma temperatura e umidità sono state sempre contro. Abbiamo fatto presente in Regione Toscana la situazione, ma non abbiamo avuto risposte. A marzo, fatto il bilancio, che comunque sarà infausto ovviamente, chiederemo interventi ad hoc, altrimenti chiudiamo i battenti».
Questo fine settimana, grazie all’innevamento artificiale, sono rimasti aperti i campi scuola delle Macinaie e della Vetta, ma la gente per lo meno sabato mattina, non c’è. «Qui alle Macinaie ci sono sette persone in pista – commenta Enrico Bracciali, proprietario dell’Hotel Le Macinaie –. Sta piovendo ed è un disastro. Bisognerà assolutamente cominciare a pensare che la Regione si attivi per dare all’Amiata qualche aiuto. Qui stanno saltando posti di lavoro. Solo nel mio albergo lavorano 12 dipendenti, ma nella stagione invernale sono circa una sessantina quelli che lavorano in montagna, fra maestri di sci, noleggiatori, addetti agli impianti di risalita, barman, cuochi, camerieri e altri. E se gli operai e gli operatori sono in difficoltà, anche le piccole aziende soffrono parecchio. Purtroppo è una stagione che ci ha completamente beffato. Fra pochissimo sarà primavera e ci scommetterei che magari nevicherà a Pasqua e così si rovinerà la stagione anche a chi non è interessato alla neve, perché viene a soggiornare per passeggiare o andare in bicicletta. Un disastro contro cui, purtroppo, non ci sono strumenti per reagire».
E poi alla mancanza di neve si assommano anche altre mancanze.
«Mancano i servizi essenziali – dice ancora Bracciali – senza i quali, oggigiorno, i turisti non possono certo fare a meno. Mi riferisco all’assenza di segnale dei cellulari e all’intermittenza del funzionamento dei telefoni fissi».
La nota dolente, infatti, della parte alta della montagna, sta anche in questo, perché la presenza di Internet, del segnale della telefonia mobile e il funzionamento della linea di telefono fisso dovrebbero essere impeccabili. «Siamo stati, qui al prato delle Macinaie – incalza Bracciali – per due mesi senza telefono fisso. Siccome la società non interveniva, abbiamo dovuto risolvere la cosa da soli, inventandoci un metodo ingegnoso per poter usare il telefono fisso collegandoci a internet. Naturalmente tutto a nostre spese. Invece per i cellulari non ci possiamo fare nulla. Il segnale non arriva e restano muti. La linea fissa della Tim, in alcune realtà commerciali delle Macinaie adesso funziona, in altre no. Noi abbiamo risolto frugandoci in tasca. Certo è che nel 2020 non dovrebbero presentarsi situazioni simili in una zona turistica come la parte alta della montagna». —
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