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«Non paghiamo la prima rata» I diportisti vanno allo scontro

Alfredo Faetti
«Non paghiamo la prima rata» I diportisti vanno allo scontro

Gli Amici del Porto, circa 180 proprietari di posti barca, chiedono un incontro con Salvatore Ferragamo: il contratto di gestione non sarebbe stato rispettato  

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I diportisti vanno allo scontro non soltanto con la società Promomar, ma anche con il suo azionista di riferimento, Salvatore Ferragamo. L’associazione Amici del Porto, che conta circa 180 proprietari di posti barca all’interno del porto del Puntone, Marina di Scarlino, annunciano di non essere disposti a pagare la prima rata delle spese di gestione 2020.

Il motivo, sostengono, è semplice: i dirigenti societari non hanno presentato il bilancio preventivo per l’anno in corso, come invece prevede il contratto. «Dunque noi dovremmo pagare le spese condominiali al buio, senza sapere quanto e per cosa saranno spesi i nostri soldi – dice il presidente dell’associazione Maurizio Sparpagli – Abbiamo chiesto chiarimenti, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta». Ma le acque nel porto scarlinese sono agitate anche su altri fronti: per questo gli Amici del Porto chiedono proprio a Ferragamo di sedersi al tavolo per trovare una nuova rotta. La decisione di dichiarazione lo stato di agitazione e sospendere il pagamento della prima rata è arrivata ieri al termine dell’assemblea dell’associazione, su spinta del consiglio direttivo. «La società di gestione è inadempiente al contratto in essere con noi – dice Sparpagli – Il contratto prevede che entro il 30 ottobre di ciascun anno il gestore consegni il piano per l’anno successivo, ma non è stato presentato. Inoltre entro il 31 dicembre del 2019 non è stato a noi inviato il bilancio preventivo per l’anno successivo, contravvenendo a quanto previsto dal contratto».

Tutto messo a verbale dell’assemblea e inviato direttamente al manager fiorentino. «Prima dell’arrivo dell’attuale amministratore Promomar, Stefan Neuhaus, nella Marina regnava armonia – dice Sparpagli – Ora invece, nel porto, si vive in un clima di blindatura, tensione ed incertezza».

Riprova di quanto sostengono, secondo i diportisti, sarebbero numerose “defezioni” e portano alcuni esempi: «Un marchio come Slam, leader nella nautica – sottolineano – ha chiuso il negozio nella galleria commerciale, mentre al gestore di un bar non è stato rinnovato il contratto e dunque chiuderà mandando a casa alcuni dipendenti, e nessuno sa perché».

Troppi segnali di tempesta per gli Amici del Porto, che ora chiedono chiarimenti. «Rinnoviamo ancora una volta l’invito a Ferragamo di sedersi lui stesso ad un tavolo con noi, se ciò avverrà, siamo certi che troveremo una soluzione ai tanti problemi – conclude Sparpagli – È arrivato anche il momento che vengano realizzate le opere di urbanizzazione al Puntone, previste dalla convenzione con il Comune e dal piano regolatore da 20 anni e mai fatte». –

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