Il Tirreno

Grosseto

l’udienza 

Spaccio di cocaina in tre a processo

Francesca Gori
Spaccio di cocaina in tre a processo

L’asse della droga tra Grosseto e Porto Santo Stefano Uno degli indagati ha patteggiato quattro anni di carcere

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Abderahman Jarmouni, si era allontanato da qualche giorno da Porto Santo Stefano. I carabinieri della stazione e quelli del Norm di Orbetello, erano venuti in città: erano una ventina, il pomeriggio che scattò il blitz in un bar vicino al centro, dove il ventunenne fu arrestato e portato in via Saffi. Era accusato di spaccio di hashish e cocaina: i suoi clienti conoscevano con il nome “Rida”. Il giovane nordafricano, aveva messo su un giro di clienti con i quali prendeva contatti attraverso quello che per i carabinieri era un vero e proprio cellulare da lavoro, utilizzato solo per questo tipo di comunicazioni. Il ragazzo, difeso dall’avvocato Massimo Parenti di Pisa, ieri mattina con l’accordo del pm Anna Pensabene ha patteggiato di fronte al giudice per l’udienza preliminare una pena a quattro anni di carcere e al pagamento di 20mila euro di multa.

Ciascuna delle persone finite davanti al giudice ieri mattina ha scelto una strada differente. David Mercedes, 45 anni, difeso dall’avvocatessa Elena Pellegrini, anche lui arrestato dai carabinieri per spaccio, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, condizionato alla deposizione di un testimone che sarà sentito in aula, mentre Emanuele Galazzo, 33 anni e suo padre Antonino, 65 anni, assistiti dall’avvocato Roberto Cerboni il primo e dall’avvocato Tommaso Spada il secondo hanno scelto la via del dibattimento. Anche loro sono accusati di spaccio. È caduta invece, nei confronti di Emanuele Galazzo l’accusa di estorsione, formulata all’inizio delle indagini.

Secondo le indagini, parlavano tra loro in codice, chiamando «documenti» i soldi che dovevano essere pagati per le partite di droga, utilizzavano diversi numeri di cellulare per fissare gli scambi e per trattare le quantità che di volta in volta si spostavano tra Grosseto e Porto Santo Stefano, dove abitano sia i Galazzo che Jarmouni.

Il padre di Emanuele Galazzo, Antonino, sarebbe stato presente, secondo la procura, sul suo peschereccio dove il figlio avrebbe preso dei soldi in cambio di droga. Accusa, questa, che il sessantacinquenne ha sempre respinto. Hashish, ma soprattutto cocaina quella venduta dagli imputati: i clienti si spostavano anche tra Grosseto e l’Argentario per andare a comprare le dosi. —

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