Il Tirreno

Grosseto

l’ordinanza 

Sgombero dell’ex Ilva Tredici persone dovranno lasciare le abitazioni

G.S.
Sgombero dell’ex Ilva Tredici persone dovranno lasciare le abitazioni

Gli edifici del complesso sono gravemente lesionati: ora si cercano soluzioni per chi viveva in quegli appartamenti senza però averne titolo

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follonica. Sono tredici le persone che presto dovranno lasciare le case che si trovano all’interno delle mura magonali del complesso ex Ilva di Follonica.

Le abitazioni, quattro edifici storici in tutto, sono infatti state dichiarate inagibili per gravi problemi strutturali in seguito ad una ricognizione fatta fare dal commissario Alessandro Tortorella ed eseguita dal personale dell’ufficio tecnico del Comune e dai vigili del fuoco.

Il sopralluogo è avvenuto lo scorso 15 gennaio e da una sommaria valutazione dall’esterno è emerso che tutti i fabbricati presentano problemi strutturali, con «evidenti segni di danneggiamento, che ne precludono molto seriamente la sicurezza e la stabilità». Lesioni tali che non consentirebbero l’uso degli edifici in sicurezza.

La notifica di inagibilità comporta, però, la nascita di un problema sociale importante che va a pesare e non poco sull’emergenza abitativa della città di Follonica. Gli edifici dichiarati inagibili sono la torre dell’orologio, dove vivono nove persone, la casa con torretta, abitata da una coppia, un’abitazione poco distante dalla ciminiera, chiamata ex Ferriera, dove abita un uomo di 50 anni e gli appartamenti che si affacciano su via Roma, dove vive un settantaduenne. Uomini e donne che versano in gravi condizioni sociali ed economiche e che non di rado sono stati seguiti dai servizi sociali.

Si tratta sia di persone che hanno occupato le vecchie case chiuse dal Demanio in modo abusivo sia di occupanti senza titolo, ovvero famiglie alle quali in passato era stato assegnato un alloggio ma che oggi non ne hanno più diritto. Tra i tredici che dovranno presto lasciare gli appartamenti gravemente danneggiati anche due sorelle, una di 87 anni e una di 90 che abitano nella torre dell’orologio. «In questi giorni gli uffici mi hanno presentato la situazione urgente dell’Ilva – spiega Tortotella – conoscevo poco o nulla della questione e allora ho chiesto un sopralluogo tecnico. La relazione parla chiaro e visto il pericolo evidente è stato necessario emanare l’ordinanza di inagibilità». La prossima settimana Tortorella si riunirà con i responsabili dei servizi sociali in modo da trovare una soluzione possibile: «Cercheremo di capire se e come sarà possibile trovare una soluzione abitativa a queste persone che sono comunque autonome e possono trovare una soluzione alternativa come tutti i cittadini – dice – la priorità, ci tengo a precisarlo, non è sfrattare le persone che abitano lì ma evitare che queste si facciano male. Stiamo parlando di edifici demaniali in gestione al Comune e queste persone non possono stare all’interno di un edificio che rischia di crollare». E Tortorella conclude: «Preferisco affrontare un problema sociale piuttosto che un incidente con lesioni gravi o gravissime. Tra due soluzioni entrambe complesse per motivi differenti ho scelto il male minore. La tutela delle persone prevale. Sono consapevole che il problema sociale non sia da sottovalutare ma faremo tutto il possibile». Ad oggi l’unica situazione abitativa regolarizzata all’interno dell’Ilva è quella della residenza destinata all’emergenza abitativa: si tratta della casa che si affaccia sulla piazza dei caduti di Nassirya dove vivono nove famiglie. — G.S.

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