Gioco
Con la scuola di musica nell’ex Garibaldi minirivoluzione per gli uffici comunali
grosseto. È un po’ come nel Domino: lo spostamento di un mattoncino provoca la “caduta” di tutti gli altri. Così immagina che possa accadere, a Grosseto, l’assessore ai servizi al cittadino, Giacomo Cerboni, che vede nello spostamento della scuola di musica nell’ex Garibaldi, quando sarà stato ristrutturato, un’opportunità per rivoluzionare tutta un serie di uffici e di sportelli. L’idea, al momento, è solo un’ipotesi alla quale, in giunta, si è appena accennato, e parte dal dato di fatto per cui, una volta che sarà realizzata la Casa della Musica, in via Mameli, lo spostamento della scuola comunale di musica libererà i locali che oggi occupa, in via Bulgaria, che sono di proprietà del Comune. Per i lavori di ristrutturazione dell’ex Garibaldi è stato contratto un mutuo da 1, 2 milioni di euro e la gara di appalto, che dovrebbe concludersi entro maggio, è nella fase dei sopralluoghi delle imprese state invitate alla procedura negoziata. Dunque, pensare a cosa potrà avvenire dopo è doveroso.
L’ipotesi formulata dall’assessore Cerboni è che nei locali di via Bulgaria possano essere unificati gli uffici dei servizi demografici e dei tributi. «Si tratta – spiega – di uffici che hanno la dimensione adeguata e sono dotati di parcheggio» dunque si agevolerebbero i cittadini sia risolvendo il problema del parcheggio a pagamento sia collocando in un unico edificio uffici nei quali spesso, si va nello stesso giorno. Questo eventuale spostamento, libererebbe ulteriori spazi sia negli uffici di via Saffi che in quelli di piazza della Palma, ma «il centro storico – spiega Cerboni – non si svuoterebbe perché riporteremmo in centro gli uffici del sociale e quelli dello sport, che oggi sono collocati in via Clodia».
Inoltre, Cerboni ipotizza uno altro spostamento che potrebbe portare benefici al centro storico. «Sarebbe utile spostare, negli uffici che si liberano in centro, le attività dell’edilizia privata» che si trovano nel palazzo di viale Sonnino. «Si finirebbe per portare in centro un altro tipo di utenza dei servizi comunali, quella dei professionisti, dei tecnici, un’utenza “utile” alle attività economiche del centro». E in viale Sonnino? «Potrebbero essere spostate altre funzioni della gestione del territorio e dell’ambiente». –
Enrico Pizzi
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