Gioco
La rivoluzione digitale si affaccia in Maremma Come coglierla al volo
I vantaggi sono tanti e un convegno di Confindustria ha descritto quali sono La strada è ancora lunga Come accorciare il percorso
Esperienze, tecnologie e strumenti di supporto per le imprese 4.0. È il tema di stretta attualità che Confindustria Toscana Sud ha trattato due giorni fa nella sala conferenze dell’associazione, in viale Monterosa, in collaborazione con Dih-Digital innovation hub Toscana.
Nel corso del convegno è stato possibile ascoltare casi concreti di buone pratiche messe in atto da imprese maremmane che hanno intrapreso il percorso della cosiddetta trasformazione digitale. «Le imprese che vogliono intraprendere un percorso di innovazione, ormai imprescindibile – ha spiegato in apertura Giovanni Mascagni, direttore della delezione grossetana di Confindustria, portando il saluto del presidente Francesco Pacini – hanno a disposizione un servizio ad hoc per essere guidate in tutte le tappe necessarie. È quello fornito dal progetto Ama-Dih di Digital innovation hub Toscana, la struttura gestita da Confindustria Toscana Sud». L’appuntamento era dedicato a informare gli imprenditori su tutto quello che c’è da sapere sulla “rivoluzione digitale”, con tanto di best practice di imprese grossetane che hanno già intrapreso con successo questo percorso.
L’Industria 4. 0 è un universo articolato che, oltre alla tecnologia, comprende le competenze e le agevolazioni fiscali che sostengono questo processo. Alla base di tutto ci sono comunque le idee, un fattore che restituisce la dimensione più autentica di fare impresa. Fabrizio Bernini, presidente della delegazione di Arezzo di Confindustria Toscana Sud e presidente di Digital innovation hub Toscana, ha parlato chiaro: «Fare digitalizzazione significa fare occupazione e i risultati lo dimostrano. Anch’io l’ho fatto: nella mia azienda, solo nell’ultimo anno, ho assunto 26 nuovi ingegneri. Un imprenditore deve avere la cultura del rischio. E chiunque faccia industria è coinvolto nella digitalizzazione: non cambia cosa si fa, ma come lo si fa. La strada giusta è puntare sui giovani, perché l’85% dei posti di lavoro che ci saranno nel 2030 oggi non esistono». In Maremma c’è ancora una digitalizzazione troppo bassa. Basti pensare che il 39% della forza lavoro (il dato è della stessa Confindustria) è composto da persone ancora da formare. Silvia Ramondetta, coordinatore di Digital innovation hub Toscana, ha illustrato nel dettaglio il progetto Ama-Dih: «L’obiettivo – ha detto – è guidare gli investimenti delle imprese, accompagnarle in questo percorso di innovazione. Diamo un aiuto a ogni esigenza, indirizzando gli imprenditori verso le soluzioni più adeguate. Non è solo una fotografia della situazione esistente: si parte con l’assessment, cioè una valutazione, per poi creare una vera e propria roadmap digitale, con tutte le tappe da percorrere». Claudio Benassi dell’area Industria 4. 0 di Confindustria Toscana Sud ha nocciolato i numeri di Industria 4.0: «Nel 2019 abbiamo seguito 106 progetti, per un valore di 22 milioni di euro. I principali vantaggi scaturiti dagli investimenti sono l’aumento della flessibilità della produzione, l’ottimizzazione della manutenzione di macchine e impianti, più efficienza, la riduzione dei tempi di progettazione e un maggiore supporto alle decisioni di marketing. E poi si libera l’operatore da mansioni ripetitive per farlo dedicare ad altro. Insomma, la digitalizzazione conviene». –
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