Il Tirreno

Grosseto

i numeri 

Il Coeso entusiasta dell’idea «Spesi 233 milioni di euro»

L.S.

I dati del 2018 disegnano uno scenario preoccupante anche se qui le videolottery  sono meno gettonate rispetto ad altre province toscane

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grosseto. «Accogliamo con entusiasmo l’idea del sindaco di Gavorrano e ci rendiamo disponibili per aiutare i Comuni, come abbiamo fatto in questi mesi con il progetto “In gioco contro l’azzardo”, a realizzare iniziative di informazione e sensibilizzazione, ma anche a metterli in contatto con gli esperti che in questo periodo ci hanno affiancato e che potranno fornire consulenze sulle azioni da compiere, anche a livello amministrativo». Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso Società della salute che raccoglie i Comuni dell’Amiata, dell’area centrale della provincia e delle Colline Metallifere, non ha dubbi: gli amministratori devono essere sostenuti nella lotta al gioco patologico con le slot machine e le videolottery in genere. «Il progetto “In gioco contro l’azzardo” sta per concludersi con un incontro a Rispescia, il 26 gennaio – aggiunge – e con altri momenti di aggregazione che coinvolgeranno i giovani. Ma la conclusione di questa attività non significa certo smettere di lavorare su un tema che invece per noi è molto importante: perché la ludopatia comporta costi per il sistema sanitario e tanto più per la tenuta sociale, perché disgrega e impoverisce le famiglie consegnandole, in alcuni, casi a veri e propri circuiti criminali di usura».

Parla a ragion veduta, Boldrini, poiché i dati del 2018, presentati proprio dal Coeso a ottobre dell’anno scorso, raccontano le dimensioni del fenomeno: 233 milioni di euro spesi nel Grossetano per il gioco, di cui 158 sono andati ad alimentare slot e videolottery, a fronte dei 107 miliardi di euro spesi in Italia per il gioco lecito, con una crescita costante negli ultimi anni e con un valore che dal 2008 è più che raddoppiato.

In provincia di Grosseto, il 69 per cento del totale speso nel gioco fisico e online, è andato in slot e videolottery (rispettivamente il 39 e il 30 per cento) per 158 milioni. Seguono le lotterie istantanee (con il 12 per cento), il lotto (8 per cento) e le scommesse a quota fissa (5 per cento). In media in Maremma sono stati spesi 1.051 euro per ogni residente e 1.218 per ogni residente maggiorenne.

Il dettaglio della cifra spesa sul territorio solo in slot e videolottery è di 711 euro per residente e 825 euro per residente maggiorenne.

Un dato lievemente più basso rispetto alla media toscana dove gli euro spesi per slot e videolottery sono 938 per residente e 1104 per residente maggiorenne, ma pur sempre preoccupante. Proprio per contrastare questa tendenza è nato il progetto “In gioco contro l’azzardo”, realizzato da Coeso Società della Salute e finanziato dalla Regione Toscana, da tempo impegnata per il contrasto alle ludopatie. — L.S.

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