Il dolore
Aveva diritto alla precedenza Adesso dovrà essere assunto
Il dipendente di una ditta di servizi vince la causa davanti al giudice del lavoro La società cooperativa dovrà versare le mensilità a partire dal maggio 2018
Pierluigi Sposato
grosseto. Il giudice del lavoro Giuseppe Grosso ha accolto il ricorso di un grossetano di 53 anni che aveva contestato la mancata applicazione in suo favore del cosiddetto «diritto di precedenza» finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato e previsto dal Job Act.
Il giudice ha accertato che Vito Chiarenza aveva maturato quel diritto e ha quindi stabilito la condanna della Coopservice a procedere alla sua assunzione con le medesime mansioni espletate in precedenza e con la stessa qualifica e il medesimo inquadramento di legge, comunque non inferiore a quanto stabilito dal contratto di lavoro part time a tempo indeterminato (2015). La Coopservice di Reggio Emilia, che non si è costituita nel giudizio, dovrà anche risarcire il danno, commisurato alle mensilità non corrisposte dal maggio 2018 e fino alla data di effettiva assunzione. La società cooperativa è stata anche condannata a pagare le spese (4.766 euro) alla parte ricorrente, costituitasi con l’avvocata Silvia Muratori; la causa è stata seguita congiuntamente al sindacato Fisascat Cisl, di cui è segretaria Katiuscia Biliotti.
Chiarenza si era rivolto al Tribunale spiegando di aver lavorato per la Coopservice ininterrottamente dal 1° luglio 2015 al 30 settembre 2017 e che la società, pur avendo egli espresso per raccomandata (ottobre 2017) la volontà di avvalersi del diritto di precedenza, aveva assunto dal maggio 2018 (cioè entro 12 mesi dalla cessazione del rapporto con Chiarenza, avvenuto nel settembre 2017) altre persone a tempo indeterminato per lo svolgimento delle stesse mansioni, quelle relative a servizi di pulizia. Il giudice, che ha chiesto dati al centro per l’impiego, ha contato cinque persone assunte con mansioni analoghe a quelle di Chiarenza, «già inserite in azienda con contratti a termine». Circostanze confermate da un collega del ricorrente, anche lui al lavoro in ospedale e dunque a conoscenza di ciò che era avvenuto.
Scrive il giudice, dopo aver analizzato la giurisprudenza in proposito - anche in materia di conseguenze per il caso di mancato rispetto da parte del datore di lavoro - che «nel caso in esame Chiarenza avrebbe avuto diritto a veder stabilizzata la propria posizione all’interno dell’azienda per la quale aveva già lavorato con contratto a tempo indeterminato».
E che il giudizio si è basato anche sul fatto che non ci sono ragioni contrarie sostenute in giudizio perché Coopservice è rimasta contumace, pur essendo stata citata. Così la domanda di Chiarenza è stata accolta e al lavoratore è stato riconosciuto il diritto ad essere assunto a tempo indeterminato. —
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