Toscana
Annunziatina è stata di parola, la storica bottega ha riaperto
Dopo 49 anni, il 31 dicembre aveva chiuso il negozio con le lacrime agli occhi «Spero sia un arrivederci» aveva detto. E ha trovato a chi passare il testimone
GROSSETO. La promessa è stata mantenuta. Quasi non riusciva a trattenere le lacrime Annunziata Ruta – Annunziatina, come la chiamano tutti – quando chiuse la sua bottega di frutta e verdura di via Buozzi: e come non comprenderla dopo quasi cinquant’anni di attività a contatto, ogni giorno, con i “suoi” grossetani. Erano i primi giorni del 2020 e lei stava liberando il fondo dopo la sospensione a fine anno delle vendite; «Spero sia un arrivederci», aveva detto, commossa, mentre ringraziava dalle pagine del Tirreno tutti i suoi clienti: per la preferenza che per decenni le avevano accordato facendo di quella bottega di vicinato «una piccola miniera d’oro», ma anche e soprattutto per l’affetto ricevuto, finanche un po’ inaspettatamente, alla notizia dell’abbassamento della serrande. È stata di parola: quello era un arrivederci. Tant’è che la storica ortofrutta è stata riaperta e Annunziatina in questi giorni la trovate lì per un originalissimo passaggio di consegne.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.38376032:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38376032:1652780938/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
A prendere in mano il timone e continuare l’avventura – tra primizie, prodotti locali e verdurine cotte pronte da mettere in tavola – è Claudia Bambagioni, 55 anni, mamma di una studentessa universitaria ventunenne, che porta in dote una lunga esperienza con il pubblico nella vendita al dettaglio. Ed è lei a raccontare come si è arrivati alla staffetta. «Ero entrata per comprare un chilo di patate – descrive Claudia – (del resto, ero una cliente affezionata al suo famoso minestrone) e mi è sembrato che stesse parlando di cessare l’attività. A quel punto le ho chiesto: “Che fai, passi la mano?”. E lei: “Perché ti interessa?”. A una domanda mi ha risposto con una domanda – sorride Claudia – Insomma, ero entrata per acquistare patate e sono uscita con le patate e... con il negozio. È proprio una commerciante, ci sa fare Annunziatina! ». Lei ammicca un po’ e aggiunge: «... Eh, ma non si finisce mai di imparare».
Claudia è molto contenta del passo compiuto: «È un sogno che si avvera – dice – Ho sempre desiderato avere un banco di frutta e verdura al mercato. E poi l’idea di cucinare (le verdure nostrane, ndr) mi entusiasma». Ha fatto molti lavori che richiedevano il contatto con il pubblico Claudia, ma questa è la sua prima esperienza da titolare. È una sfida stimolante. E per l’esordio ha una compagna di viaggio speciale: Annunziatina, che a ogni cliente che entra, fa le presentazioni di rito. «Sono qui per qualche giorno, “di compagnia” – dice – Le passo un po’ di esperienza e le presento i clienti, anche perché, sa com’è, sono abitati a fare due chiacchiere, ad avere un po’ di “soddisfazione”...». Del resto le botteghe di vicinato sono molto più che un luogo dove si va ad acquistare merce: sono un mini salotto, un luogo “sociale”. E ogni volta che se ne salva una, soprattutto se storica – magari con un passaggio di testimone come questo tra Annunziatina e Claudia – è un piccolo-grande successo, una ricchezza custodita anziché dispersa. Per tutti. –
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38375926:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38375926:1652780938/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
