Il Tirreno

Grosseto

tribunale/GROSSETO 

Spaccio, aggressione e vetro rotto in caserma

P.S.

Un anno e mezzo per un 46enne controllato in città dalla guardia di finanza dopo la cessione di due dosi di cocaina

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grosseto. Un anno, 6 mesi e 1.032 euro di multa, più la confisca e la distruzione della sostanza stupefacente in sequestro nonché la confisca di 40 euro del denaro sequestrato, con la restituzione della rimanente somma.

Questa la sentenza nei confronti di di Abdelghani Kannoufi, 46 anni, di nazionalità marocchina, in Italia senza fissa dimora, imputato davanti al giudice Andrea Stramenga di alcuni episodi di cessione di cocaina: quattro in tutto, ma con gli ultimi tre da qualificare come di lieve entità. Fatti avvenuti fino al 21 ottobre 2018 perché poi Kannoufi venne arrestato in città dopo che fu controllato da una pattuglia della Compagnia di Grosseto della guardia di finanza: e in quella circostanza (altre contestazioni) aveva colpito con pugni e volto al torace un appuntato; quando era stato portato negli uffici della caserma, aveva poi colpito con le mani una delle porte di accesso, rompendo un vetro.

Kannoufi, come ricostruisce il giudice nelle motivazioni depositate, lo straniero era stato fermato per un controllo dopo che era stato visto consegnare due involucri contenenti una sostanza bianca a un giovane di Arcidosso. Era stato al momento del controllo che Kannoufi aveva reagito colpendo il sottufficiale; gli episodi di resistenza, continuati in caserma, si erano poi rivolti agli oggetti. Mentre l’imputato rompeva la vetrata, gridava frasi del tipo «Aiuto, mi picchiano». A lui erano stati sequestrati 180 euro in contanti, in banconote di vario taglio. Era poi stato arrestato.

Il cliente, sentito in seguito dalle fiamme gialle, aveva spiegato che aveva preso un appuntamento per telefono con Kannoufi e, una volta incontrato, aveva acquistato due dosi di cocaina al prezzo di 40 euro. Non era la prima volta (era la terza, aveva spiegato) che si era rifornito da lui. La sostanza stupefacente era stata sottoposta ad analisi nel laboratorio del comando carabinieri: erano risultati presenti miscugli a base di cocaina, con una percentuale di purezza di poco superiore all’85 per cento.

Riscontrata la sussistenza del reato di spaccio, il giudice ha comunque giudicato applicabile la lieve entità. E ha ritenuto la continuazione tra la resistenza e il danneggiamento. Ha riconosciuto le attenuanti generiche per la scelta della difesa di acquisire in blocco il fascicolo dell’accusa (che aveva chiesto la stessa pena poi disposta), ritenendole equivalenti alle aggravanti della recidiva. — P.S.

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